Contratti di Lavoro

Contratti di lavoro

La disciplina dei contratti di lavoro è cambiata con l’entrata in vigore dei decreti attuativi del Jobs act. In questa sezione trovi sintetiche indicazioni sui contenuti dei contratti di lavoro che ti potrebbero essere proposti.

Il lavoro subordinato è quello in cui il lavoratore presta il proprio lavoro manuale o intellettuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.

Il contratto di lavoro subordinato può essere a tempo indeterminato o a tempo determinato, a tempo pieno o a tempo parziale.
Il lavoro a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro.

Il contratto di lavoro a tempo parziale (part time) è stipulato in forma scritta per la prova e contiene l’indicazione della durata della prestazione lavorativa e della sua collocazione temporale nell’arco del giorno, della settimana, del mese, dell’anno.

Dal 25 giugno 2015 non è più possibile stipulare contratti di collaborazione a progetto. I contratti già stipulati a tale data continueranno ad essere normati in base alla disciplina previgente.

A partire dal 1 gennaio 2016 le collaborazioni di tipo parasubordinato o nella forma del lavoro autonomo saranno considerate lavoro subordinato se si concretizzano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative ed organizzate dal committente rispetto al luogo ed all’orario di lavoro.

Questa presunzione non opererà nei seguenti casi:

  • per le collaborazioni individuate dalla contrattazione collettiva nazionale, siglata dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, anche per venire incontro a particolari esigenze produttive ed organizzative del settore di riferimento

  • per le prestazioni intellettuali rese da soggetti iscritti ad Albi professionali

  • per le attività prestate dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dei partecipanti ai collegi ed alle commissioni, esclusivamente in relazioni alle loro funzioni

  • per le prestazioni rese a fini istituzionali nelle associazioni sportive e dilettantistiche riconosciute dal Coni

Per le pubbliche amministrazioni il divieto di stipulare contratti di collaborazioni scatterà il 1 gennaio 2017.

Per approfondimenti sulla nuova disciplina del lavoro introdotta con il Jobs act consulta il portale tematico del Ministero del lavoro.

È il contratto a tempo determinato o indeterminato con il quale il lavoratore si mette a disposizione di un datore di lavoro che ne utilizza la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente.
È prevista anche la possibilità che il lavoro sia prestato in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.

Il contratto può essere concluso con minori di 24 anni e maggiori di 55 e non può superare (a eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo) le 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di 3 anni solari. Se questo tetto viene superato, il rapporto di lavoro si trasforma in contratto a tempo pieno e indeterminato.

Il trattamento economico e normativo, per il periodo lavorato, non può essere meno favorevole di quello di un lavoratore di pari livello.

Nei periodi di non lavoro il lavoratore non matura alcun trattamento economico e normativo, salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilità a rispondere alle chiamate; in tal caso gli spetta l’indennità di chiamata.

Il contratto deve essere stipulato in forma scritta per la prova di:

  • durata e ipotesi che consentono la stipulazione del contratto

  • luogo e modalità della disponibilità eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativo preavviso di chiamata del lavoratore (mai inferiore a un giorno lavorativo) 

  • trattamento economico e normativo spettante al lavoratore e relativa indennità di disponibilità, se prevista 

  • forme e modalità di esecuzione della prestazione di lavoro

  • tempi e modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità

  • misure di sicurezza necessarie in relazione al tipo di attività 

Per approfondimenti sulla nuova disciplina del lavoro introdotta con il Jobs act consulta il portale tematico del Ministero del lavoro.

È il contratto con il quale un’agenzia di somministrazione mette a disposizione di un’azienda utilizzatrice un suo lavoratore dipendente, che per tutta la durata della missione svolge l’attività lavorativa nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore.

È un contratto che coinvolge tre soggetti: l’agenzia, il lavoratore, l’azienda utilizzatrice.

Può essere a tempo determinato o indeterminato. In caso di assunzione a tempo indeterminato il rapporto di lavoro è soggetto alla disciplina del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Nel caso di contratto a tempo indeterminato è prevista un’indennità mensile di disponibilità.

Il contratto è stipulato in forma scritta; in mancanza di forma scritta il contratto è nullo e i lavoratori sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze dell’azienda utilizzatrice.
Nel contratto sono indicati:

  • estremi dell’autorizzazione rilasciata all’agenzia

  • numero dei lavoratori da somministrare

  • eventuali rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore e misure di prevenzione adottate 

  • data di inizio e durata prevista

  • mansioni del lavoratore e inquadramento

  • luogo, orario di lavoro e trattamento economico e normativo

Il lavoratore somministrato ha diritto, a parità di mansioni svolte, a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’azienda utilizzatrice.

Le agenzie di somministrazione sono autorizzate dal Ministero.

Per approfondimenti sulla nuova disciplina del lavoro introdotta con il Jobs act consulta il portale tematico del Ministero del lavoro.

È un contratto finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani.

E’ a tempo indeterminato e ha durata minima di 6 mesi. Al termine del periodo di apprendistato le parti possono recedere dal contratto, altrimenti il rapporto prosegue come ordinario lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Si articola in 3 tipologie:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria  e il certificato di istruzione tecnica superiore

  • apprendistato professionalizzante

  • apprendistato di alta formazione e ricerca

 

Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria  e il certificato di istruzione tecnica superiore

 

È strutturato per coniugare l’istruzione con la formazione professionale aziendale.

È rivolto ai giovani tra i 15 e i 25 anni.

La durata del contratto è in relazione al titolo da conseguire, ma non può essere in ogni caso superiore a 3 anni, 4 per il diploma professionale quadriennale.

L’assunzione prevede la stipula di un protocollo tra datore di lavoro e istituzione formativa.

Dopo il conseguimento del titolo di studio è possibile trasformare il contratto in apprendistato professionalizzante.

 

Apprendistato professionalizzante

 

È finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale ai fini contrattuali.

È rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni, 17 nel caso di possesso di una qualifica professionale.

La durata non può essere superiore ai 3 anni, 5 per profili di artigiano.

La formazione del datore di lavoro è integrata dall’offerta formativa pubblica, svolta in azienda o esternamente, per un totale di 120 ore nel triennio.

 

Apprendistato di alta formazione e ricerca

 

È finalizzato al conseguimento di un titolo universitario e di alta formazione, compresi dottorati di ricerca e diplomi degli istituti tecnici superiori (ITS), per di attività di ricerca e per il praticantato di accesso alle professioni ordinistiche.

È rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni in possesso di un diploma superiore.

L’assunzione prevede la stipula di un protocollo tra datore di lavoro e istituzione formativa o l’ente di ricerca.

La formazione esterna all’azienda è svolta dall’istituzione formativa a cui il lavoratore è iscritto.

 

Per approfondimenti sulla nuova disciplina del lavoro introdotta con il Jobs act consulta il portale tematico del Ministero del lavoro.

Con Decreto-legge del 17 marzo 2017 la normativa sul lavoro accessorio è stata abrogata. Fino al 31 dicembre 2017 i voucher acquistati entro il 17 marzo potranno essere utilizzati secondo la disciplina abrogata, di seguito riportata.

Il lavoro accessorio è costituito da prestazioni lavorative che non rientrano nelle fattispecie tipiche del lavoro subordinato e lavoro autonomo e sono caratterizzate dal limite economico dei compensi.

Le prestazioni lavorative non possono comportare compensi superiori a 7000 euro nel corso di un anno civile con riferimento alla totalità dei committenti. Nel caso di committente imprenditore o professionista il compenso per la prestazione lavorativa non può superare i 2000 euro.

Il lavoro accessorio si utilizza in ambito agricolo, commerciale, turistico, nei servizi e nella Pubblica Amministrazione.

In campo agricolo è consentito utilizzarlo:

  • per prestazioni di carattere stagionale rese da pensionati e da giovani entro i 25 anni iscritti a un ciclo di studi e compatibilmente con gli impegni scolastici (tutto l’anno nel caso di studenti universitari)

  • da piccoli produttori agricoli che non hanno un volume d’affari superiore a 7000 euro l’anno (la prestazione non può essere svolta da chi l’anno prima era iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli)

Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese anche da chi percepisce prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, nel limite di complessivo di 3000 euro nel corso dell’anno civile.

Il pagamento della prestazione lavorativa avviene tramite buoni orari numerati (cosiddetti voucher) e progressivamente datati del valore nominale di 10 euro.
Nel settore agricolo è pari all’importo della retribuzione oraria per le prestazioni subordinate.
I committenti imprenditori e professionisti possono acquistarli esclusivamente telematicamente, gli altri committenti presso le rivendite autorizzate.

Sono previsti contributi previdenziali alla gestione separata Inps in misura del 13% del valore nominale del buono e all’Inail per l’assicurazione sugli infortuni nella misura del 7%.

Per approfondimenti sulla nuova disciplina del lavoro introdotta con il Jobs act consulta il portale tematico del Ministero del lavoro.

 

Siti di riferimento e approfondimenti

  • jobsactlavoro portale monografico interamente dedicato all’informazione sulle principali novità normative introdotte dai decreti legislativi di attuazione della delega in materia di lavoro

  • cliclavoro portale di approfondimento per varie tematiche legate al lavoro (news, normativa, professioni, offerte di lavoro, tirocinio ecc.)

  • lavoro.gov portale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

  • adotta un apprendista! vademecum di Regione Lombardia per far conoscere alle imprese, alle agenzie educative, ai giovani, i principali aspetti, le opportunità, i benefici, collegati ai diversi tipi di contratti di apprendistato

 

 

Photo by Flazingo Photos