Agenda 2030, cambiare il mondo. Obiettivo 8: lavoro dignitoso e crescita economica

Agenda 2030, cambiare il mondo. Obiettivo 8: lavoro dignitoso e crescita economica 7 Settembre 2022

Non hai mai sentito parlare dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, oppure ha bisogno di qualche informazione in più? Niente paura, te la spieghiamo noi!

Per la parte introduttiva ad Agenda 2030 ti rimandiamo al primo articolo di questa serie. Gli articoli successivi sono dedicati all’approfondimento di uno dei 17 obiettivi di Agenda 2030.

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Obiettivo 8: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

Uno sguardo alle cifre:

– la disoccupazione globale è salita da 170 milioni nel 2007 a quasi 202 milioni nel 2012; di questi, circa 75 milioni sono giovani donne e uomini

– quasi 2,2 miliardi di persone vivono al di sotto della soglia di 2 dollari al giorno; l’eliminazione della povertà è possibile solo attraverso posti di lavoro stabili e ben pagati

– a livello globale sono necessari 470 milioni di impieghi per coloro che entreranno nel mercato del lavoro tra il 2016 e il 2030

Sai che circa la metà della popolazione mondiale vive ancora con l’equivalente di circa due dollari al giorno? In molti luoghi, avere un lavoro non significa aver sconfitto la povertà, perché le condizioni lavorative sono ancora pessime.

La produzione di posti di lavoro di qualità, che stimolino le economie e non danneggino l’ambiente, resta una delle più importanti sfide per gli anni futuri, perché una prolungata mancanza di opportunità di lavoro dignitose porta all’’erosione del contratto sociale di base a fondamento delle società democratiche, secondo cui tutti dobbiamo contribuire al progresso.

 

I traguardi di Agenda 2030

Sono molti i traguardi che Agenda 2030 si pone:

  • sostenere la crescita economica pro capite in conformità alle condizioni nazionali, e in particolare una crescita annua almeno del 7% del prodotto interno lordo nei paesi in via di sviluppo

  • raggiungere standard più alti di produttività economica attraverso la diversificazione, il progresso tecnologico e l’innovazione, anche con particolare attenzione all’alto valore aggiunto e ai settori ad elevata intensità di lavoro

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    promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e l’innovazione, e che incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, anche attraverso l’accesso a servizi finanziari

  • migliorare progressivamente l’efficienza globale nel consumo e nella produzione di risorse e tentare di scollegare la crescita economica dalla degradazione ambientale, conformemente al Quadro decennale di programmi relativi alla produzione e al consumo sostenibile, con i paesi più sviluppati in prima linea

  • garantire un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un’equa remunerazione per lavori di equo valore

  • ridurre la quota di giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di studio o formazione

  • prendere provvedimenti immediati ed effettivi per sradicare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta di esseri umani e garantire la proibizione ed eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, compreso il reclutamento e l’impiego dei bambini soldato, nonché porre fine entro il 2025 al lavoro minorile in ogni sua forma

  • proteggere il diritto al lavoro e promuovere un ambiente lavorativo sano e sicuro per tutti i lavoratori, inclusi gli immigrati, in particolare le donne, e i precari

  • concepire e implementare politiche per favorire un turismo sostenibile che crei lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali

  • rafforzare la capacità degli istituti finanziari interni per incoraggiare e aumentare l’utilizzo di servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti

  • aumentare il supporto dell’aiuto per il commercio per i paesi in via di sviluppo, in particolare i meno sviluppati, anche tramite il Quadro Integrato Rafforzato per l’assistenza tecnica legata agli scambi dei paesi meno sviluppati

  • sviluppare e rendere operativa una strategia globale per l’occupazione giovanile e implementare il Patto Globale per l’Occupazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro

 

E noi cosa possiamo fare?

Vuoi dare il tuo contributo per un futuro in cui ci siano lavoro dignitoso per tutti e crescita economica? Prova a mettere in atto quotidianamente qualcuna delle azioni dell’elenco:

  • sostieni le campagne internazionali per porre fine alla schiavitù moderna, ai lavori forzati, alla tratta di esseri umani e ai matrimoni forzati

  • finanzia con piccoli prestiti giovani imprenditori

  • partecipa a incontri di approfondimento sul tema di questo articolo

  • se sei imprenditore, offri incentivi ai tuoi dipendenti

  • se sei imprenditore, assicura condizioni di lavoro sicuro e dignitose

  • parla e scrivi di queste tematiche per sensibilizzare gli altri

  • finanzia percorsi di formazione per i giovani

  • sostieni economicamente gli enti che forniscono cibo ai lavoratori con salario minimo

 

Per approfondire con cinema e tv

Ci sono registi particolarmente sensibili alle tematiche del lavoro, che mostrano come assenza di sicurezza, disoccupazione, difficili condizioni lavorative, mal retribuzione ecc. siano problemi che affliggano anche i ricchi paesi occidentali.

Bread and roses” di  ken Loach, uscito nel 2000, è uno di quei film diventati un classico della filmografia impegnata (“vogliamo il pane, ma vogliamo anche le rose”) in tema di diritti dei lavoratori immigrati e lotte sindacali. Film completo su Youtube.

Ancora Ken Loach. “Riff-Raff” (clip) parla delle difficili condizioni di lavoro, della carenza di sicurezza e della mancanza di ammortizzatori sociali e di sussidi che costringono il protagonista e i suoi amici a una vita difficile nella Scozia dei primi anni ’90.

Il Film dei fratelli Dardenne “Rosetta” (trailer) del 1999, parla delle difficoltà di un’adolescente con madre alcolista, tra licenziamenti immotivati, ingiustizie subite e povertà. Il personaggio in Belgio è diventato un simbolo, al punto che alcune città le hanno dedicato statue a simboleggiare la lotta contro il lavoro precario e la disoccupazione giovanile e che nella manifestazioni sindacali si urlava “Siamo tutti Rosetta”.

Se sei interessat* ad altri titoli leggi anche l’articolo Quando il cinema racconta il lavoro.

Ti segnaliamo inoltre un cortometraggio sulle condizioni dei braccianti agricoli in Puglia.

 

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Foto: Brigitte Werner da Pixabay