Che ne dici di una vacanza all’estero low cost?

Che ne dici di una vacanza all’estero low cost? 23 giugno 2017

Se hai voglia di fare una vacanza all’estero low cost ci sono molte possibilità.

Per l’alloggio puoi pensare a scambiare il tuo divano o l’intero appartamento con qualcuno che sta proprio là dove tu vorresti andare, per il trasporto puoi condividere un’automobile o, forse, anche una motocicletta.

Oltre al homestay e al couchsurfing c’è anche il cosiddetto warm showers, cioè docce calde.

Simile al couchsurfing, il warm showers è una comunità internazionale di ciclisti e cicloamatori (nata nel 1993!) che viaggiano per il mondo in bicicletta e offrono e ricevono ospitalità gratuita e racconti di viaggio e consigli su itinerari e percorsi. Ci si iscrive sul sito e si pianifica il viaggio cercando ospiti con cui accordarsi.

Se parti solo  e vuoi trovarti in compagnia puoi pensare a un soggiorno in fattoria o a un campo di lavoro: quattro ore al giorno (mezza giornata circa) si lavora, è vero, ma il resto del tempo è come stare in vacanza.

Alcune organizzazioni (WWOOF, farmstay, workaway) creano un incontro di domanda-offerta lavoro estivo tra piccoli agricoltori, piccole fattorie, eco-villaggi e vivai.

In cambio del tuo lavoro – giardinaggio, lavoro agricolo, ma anche cucina, insegnamento, baby sitter – ricevi alloggio e vitto.

È un modo di farsi un’idea del mondo agricolo e imparare a fare cose nuove (pulire stalle, mungere mucche, ispezionare recinzioni, fare lavori di manutenzione, fare il fieno, preparare mangimi, tosare pecore, guidare trattori), ma anche di conoscere la vita e la cultura del Paese ospitante e esercitare l’uso di una o più lingue straniere.

C’è chi si organizza e prenota 1 o 2 mesi prima della partenza, e chi preferisce organizzarsi all’ultimo minuto. C’è chi si ferma in un luogo per il tempo a sua disposizione e chi si sposta 1, 2 o più volte, improvvisando sia gli spostamenti sia la durata del soggiorno.

Un articolo del 2016 The Guardian elenca le 10 migliori vacanze in fattoria per famiglie.

Un’altra possibilità è il house-carer o house-sitter: custodire case private i cui proprietari sono in viaggio. Le attività variano a seconda delle richieste del proprietario: pulire la casa, innaffiare le piante in casa e in giardino, prendersi cura di animali domestici, ritirare la posta. In cambio si riceve l’alloggio, in alcuni casi l’uso dell’automobile e/o il vitto.

Anche in questo caso ci sono organizzazioni che mettono in contatto proprietari di case e gli aspiranti custodi, per esempio: housecarers, mindmyhouse, housesitmatch, trustedhousesitters, nomador.

Un altro articolo del The Guardian racconta come funziona e riporta qualche consiglio di house-sitters esperti.

Ancora una possibilità di conciliare vacanza e lavoro è fare il in un summer camp.

I summer camp sono strutture situate presso località marine o montane destinate al soggiorno di bambini e adolescenti. Negli Stati Uniti e in Canada è molta diffuso, tra gli studenti degli ultimi anni di liceo e tra gli studenti universitari, lavorare in estate in un summer camp come camp-counselour o KAMP (Kitchen-And-Maitenance-Personel), per circa 24 ore a settimana.

Oppure trovare una testata cartacea o online o un concorso – per esempio, il concorso annuale indetto da World Nomads – che finanzi il tuo viaggio in cambio di resoconti scritti o filmati.

Qualsiasi possibilità tu scelga, un grande consiglio: Attento a stabilire sempre bene in anticipo le condizioni di scambio lavoro-vitto/alloggio!