“Generazione invisibile” ? Non noi.

“Generazione invisibile” ? Non noi.

“Generazione invisibile” ? Non noi.

29 giugno 2015

La ricerca “Europa Giovani e Partecipazione“, condotta da Eurodesk Italy e dall’Università di Cagliari, evidenzia come l’interesse dei giovani per la vita politica del paese non sia in calo, bensì in trasformazione.

L’appellativo di “generazione invisibile” che i giovani si sono visti affibbiare è immeritato; è importante, però, approfondire e comprendere le nuove dinamiche a cui i giovani si sentono più affini, e agire attraverso quelle per stimolarne la partecipazione ai processi decisionali che li riguardano.

I dati raccolti attraverso questa ricerca rilevano la quasi totale disinformazione dei giovani rispetto alle figure politiche (assessori) di riferimento per le politiche giovanili del proprio Comune e alle attività e ai servizi a loro favore che le amministrazioni comunali intraprendono.

I giovani mostrano passione e interesse per la vita politica del proprio paese, ma manifestano disaffezione per le tradizionali forme di partecipazione (come l’associazionismo, l’affiliazione ai partiti politici o il volontariato).

Il loro apprezzamento va verso quelle figure e istituzioni che si dimostrano “vicine” alle loro istanze: solo così sviluppano fiducia e partecipazione. Non a caso gli insegnanti risultano, fra le figure adulte, quelle che godono di maggiore credito.

Politici, parlamentari e sindacalisti, invece, costituiscono delle categorie percepite, a torto o a ragione, come distanti dai loro problemi.

Il passaparola risulta il mezzo più efficace per ottenere informazioni; questo a riprova del bisogno di “vicinanza” e “prossimità” che i ragazzi esprimono per sviluppare fiducia e senso di appartenenza.

I giovani sono più propensi a forme nuove, meno formali e strutturate di partecipazione. L’incontro e il dialogo tra i giovani è considerato come il metodo più efficace per rafforzare la cittadinanza attiva dei giovani. Non è un caso che il servizio Informagiovani, proprio per le sue caratteristiche di informalità e prossimità, risulti essere uno dei servizi di cui i giovani hanno sentito più parlare e di cui hanno maggiormente usufruito.

IL CAMPIONE

Il campione indagato è costituito da 1119 giovani, in prevalenza di età 15-19 anni, studenti, equamente distribuiti sul territorio nazionale.

LE CONCLUSIONI

Non è una novità che le istituzioni della politica siano percepite dai giovani come distanti.

È importante però agire negli ambiti che riescono a catalizzare la loro fiducia e interesse, ambiti spesso molto vicini alla loro sfera esperienziale.

I giovani dimostrano di poter riporre fiducia in quelle figure disponibili ad “incontrarli” e a “dialogare” con loro, in un contesto di informalità e prossimità.

Photo by I am

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