Agenda 2030, cambiare il mondo. Obiettivo 4: istruzione di qualità

Agenda 2030, cambiare il mondo. Obiettivo 4: istruzione di qualità 22 Novembre 2022

Non hai mai sentito parlare dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile? Sai cos’è ma vorresti approfondirne i contenuti? Niente paura, te la spieghiamo in questo articolo! (E nei successivi).

Per la parte introduttiva ad Agenda 2030 ti rimandiamo al primo articolo di questa serie. Gli articoli successivi sono dedicati all’approfondimento di uno dei 17 obiettivi di Agenda 2030.

Trovi tutti gli articoli su Agenda 2030 nella tag cambiareilmondo.

 

Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Qualche dato sulla situazione dell’istruzione nel mondo:

– l’iscrizione nelle scuole primarie nei Paesi in via di sviluppo ha raggiunto il 91%, ma 57 milioni di bambini ne sono ancora esclusi

– più della metà dei bambini non iscritti a scuola vive in Africa subsahariana

– il 50% dei bambini che possiedono un’età per ricevere l’istruzione primaria ma che non frequentano la scuola vive in zone colpite da conflitti

– 103 milioni di giovani non possiedono capacità di base in lettura e scrittura; di questi, oltre il 60% sono donne

 

Si migliora la vita delle persone anche mediante un’istruzione di qualità.

Il livello base di alfabetizzazione nel mondo è migliorato in modo significativo, importanti risultati si sono ottenuti per l’incremento dell’istruzione a tutti i livelli e l’incremento dei livelli di iscrizione nelle scuole, soprattutto per donne e ragazze, ma è necessario intensificare gli sforzi per ottenere risultati ancora migliori.

Per esempio, a livello mondiale è stata raggiunta l’uguaglianza tra bambine e bambini nell’istruzione primaria, ma pochi paesi hanno raggiunto questo risultato a tutti i livelli educativi.

 

I traguardi di Agenda 2030

Questi sono i traguardi per il 2030:

  • garantire a ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell’educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti

  • garantire che ogni ragazza e ragazzo abbiano uno sviluppo infantile di qualità, ed un accesso a cure ed istruzione pre-scolastiche così da essere pronti alla scuola primaria

  • garantire a ogni donna e uomo un accesso equo ad un’istruzione tecnica, professionale e terziaria -anche universitaria- che sia economicamente vantaggiosa e di qualità

  • aumentare considerevolmente il numero di giovani e adulti con competenze specifiche – anche tecniche e professionali – per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria

  • eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità

  • garantire che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo

  • garantire che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile

In che modo?

  • costruire e potenziare le strutture dell’istruzione che siano sensibili ai bisogni dell’infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all’apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti

  • espandere considerevolmente entro il 2020 a livello globale il numero di borse di studio disponibili per i paesi in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati africani, per garantire l’accesso all’istruzione superiore – compresa la formazione professionale, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e i programmi tecnici, ingegneristici e scientifici – sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo

  • aumentare considerevolmente entro il 2030 la presenza di insegnanti qualificati, anche grazie alla cooperazione internazionale, per la loro attività di formazione negli stati in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati e i piccoli stati insulari in via di sviluppo

 

E noi cosa possiamo fare?

L’istruzione collettiva non è solo affare dei governi. Ognuno di noi può concorrere all’istruzione degli altri con semplici e quotidiane azioni.

Come? Di seguito trovi un elenco di azioni alla portata di tutti. Come sempre, ti lanciamo una sfida: scegline almeno 2 e contribuisci all’istruzione nel mondo!

  • insegna la tua lingua madre a immigrati

  • frequenta posti istruttivi come planetari, musei, biblioteche ecc. e portaci i tuoi amici, la tua famiglia, i tuoi figli

  • sostieni economicamente gli enti che si occupano dell’istruzione nelle aree più povere del mondo

  • dona libri a biblioteche pubbliche e scuole in difficoltà

  • regala i tuoi libri scolastici a persone, anche adulte, che ne hanno bisogno per i loro studi

  • contribuisci a informare sull’argomento scrivendone sui social, sul tuo blog, sul giornale scolastico ecc.

  • condividi le tue abilità (ad esempio informatica, meccanica) con chi ne ha bisogno

 

Per approfondire con cinema e tv

I film  e i documentari che possono aiutarci a capire i problemi dell’istruzione sono tanti. Noi te ne indichiamo alcuni.

Ci sono luoghi al mondo in cui anche i gessetti per la lavagna scarseggiano e sono un bene prezioso. “Non uno di meno” (guarda il trailer), regia di Zhang Yimou, ci racconta le difficoltà di una maestra bambina di 13 anni alle prese con la sua prima esperienza di insegnamento e di come la sua caparbietà porti a risultati insperati per la scuola.

La classe” (2008) non ha un vero e proprio intreccio, ma piuttosto segue lo sviluppo di alcune situazioni che si creano durante le lezioni creando l’effetto di uno spaccato simil-documentaristico di un anno scolastico all’interno della classe. Scopo del film era, secondo il regista Laurent Cantet, “mostrare la scuola in tutta la sua complessità contemporanea: i ragazzi non imparano nulla e i professori non sono sempre certi che ciò che fanno sia giusto”.

Gli insegnanti qualificati sono talmente importanti per un’istruzione di qualità, che anche Agenda 2030 prevede tra le sue azioni di aumentarli considerevolmente nei paesi in via di sviluppo. Insegnanti preparati e motivati sono importanti in ogni scuola del mondo e “Monsieur Lazhar” (trailer), film di Philippe Falardeau ce lo mostra chiaramente.

E se vuoi approfondire il tema del diritto allo studio in certi paesi, ti suggeriamo Le bambine non vanno a scuola, un documentario sulla storia di Malala, la bambina pakistana che rivendicava il suo diritto allo studio e che fu gravemente ferita da un commando armato talebano. Lo puoi vedere integralmente su Raiplay.

 

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Foto: AkshayaPatra Foundation da Pixabay