Cosa ne pensi dell’uso delle lingue nelle istituzioni dell’Unione europea? Della relazione tra uso delle lingue e diritto all’informazione dei cittadini e tra uso delle lingue e democrazia europea?
“Secondo la politica della Commissione europea, tutti i cittadini dell’UE hanno il diritto di accedere a tutti i documenti nelle lingue ufficiali del proprio Paese e devono avere la possibilità di scrivere alla Commissione e ricevere una risposta nella loro lingua.”, si legge sulla pagina del sito della Commissione europea dedicata alle 24 lingue ufficiali.
Emily O’Reilly, Mediatrice europea (prima donna a ricoprire il ruolo di Mediatrice europea), ha analizzato le politiche linguistiche di istituzioni e ha rilevato una incoerenza: le restrizioni linguistiche variano da un’istituzione all’altra senza giustificazioni adeguate e con il rischio di confondere il pubblico.
Per esempio, i siti internet sono fra le prime fonti di informazione per le persone interessate alle politiche e ai programmi dell’UE: ci sono norme comuni su quali contenuti tradurre e in quali lingue?
Prova a scoprirne di più leggendo la pagina Multilingualism dell’Unione europea e poi dire la tua rispondendo alle 19 domande aperte sulla pagina internet dell’Obudsam dove è aperta una consultazione pubblica.
Termine per la presentazione della domanda: 18 settembre 2018.
Ogni anno la Commissione europea mette a disposizione borse di studio per studenti iscritti a un corso di formazione post-laurea in Interpretazione e Conferenze.
Puoi fare domanda se:
sei cittadino di uno degli Stati membri o di uno dei Paesi candidati (Albania, ex repubblica Yugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia)
hai un diploma universitario o una qualifica equipollente o frequenti l’ultimo anno di un corso universitario
conosci come lingua attiva (lingua madre) bulgaro, croato, ceco, danese, estone, olandese, inglese, francese, tedesco, greco, irlandese, lituano, maltese, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno o svedese e come seconda lingua una di quelle indicate
sei iscritto o stai per iscriverti a un master/post laurea in Interpretariato di conferenza per l’anno 2018/2019
L’importo è 2400 euro per chi studia in uno degli Stati membri, 1600 euro per studenti di Paesi candidati.
Mentre l’articolo L’intelligenza culturale nel CV (2017) dell’Università Cattolica di Brescia definisce l’indice d’intelligenza culturale: “Un ottimo indice da mettere nel proprio curriculum e un ottimo strumento per migliorare le proprie competenze per lavorare con l’estero, in aggiunta alle capacità linguistiche o tecniche”.
L’articolo racconta del progetto X-Culture: un percorso di learning by doing (o experential learning) coordinato dall’Università di Greensboro (North Carolina, Usa): alcuni studenti di Marketing hanno lavorato a un progetto virtuale con 4780 studenti e 162 professori provenienti da 125 università, 40 Paesi e 6 continenti.
Mentre cercavano soluzioni reali a esigenze di aziendeinternazionali è stato valutato l’indice d’intelligenza culturale di ognuno. Fatto di: conoscenza delle culture, capacità di adattamento, capacità di comprensione, capacità di leadership.
Al Giornale di Brescia Irene Guidi ha raccontato la sua esperienza di lavoro con una ragazza del Kenya e un ragazzo canadese per un colosso americano.
Il concetto di intelligenza culturale è stato introdotto nel 2003 da Christopher Earley e Soon Ang nel libro Cultural intelligence. Individual interactions across cultures.
L’intelligenza culturale è la capacità di adattarsi a un ambiente culturale nuovo.
È la capacità di stare attenti e imparare a conoscere i valori, le convinzioni, le credenze, le attitudini e il linguaggio del corpo di persone di culture diverse e usare questa conoscenza per interagire al meglio.
“But culture is so powerful it can affect how even a lowly insect is perceived. So it should come as no surprise that the human actions, gestures, and speech patterns a person encounters in a foreign business setting are subject to an even wider range of interpretations, including ones that can make misunderstandings likely and cooperation impossible. But occasionally an outsider has a seemingly natural ability to interpret someone’s unfamiliar and ambiguous gestures in just the way that person’s compatriots and colleagues would, even to mirror them. We call that cultural intelligence or CQ. In a world where crossing boundaries is routine, CQ becomes a vitally important aptitude and skill, and not just for international bankers and borrowers”, si legge in un articolo su Harvard business review.
Secondo le ricerche chi ha un indice di intelligenza culturale alto ha più successo in incarichi internazionali.
Nel libro The cultural intelligence difference (2011) David Livermore stabilisce 4 caratteristiche dell’intelligenza culturale e dà idee e spunti su come svilupparle:
motivazione
conoscenza
strategia
azione
Se sei motivato a conoscere e adattarti a una cultura diversa la tua mente sarà aperta e le differenze saranno per te stimoli curiosi e non difficoltà.
Puoi provare a fare conoscenza con persone nel tuo quartiere o con gruppi sociali diversi dal tuo. Puoi imparare una lingua straniera o fare volontariato per un progetto internazionale.
È importante che tu abbia fiducia in te stesso; interagire con persone di culture diverse può essere difficile. Cerca di raggiungere obiettivi piccoli.
Ogni cultura modella i comportamenti, i valori e le convinzioni: prova a conoscere come. Inizia con una cultura che ti interessa o con cui lavori.
Speak Italian : The Fine Art of the Gesture di Bruno Munari
Puoi chiedere alle persone nel tuo quartiere, sul luogo di lavoro, a scuola.
Puoi viaggiare. Puoi guardare film e ascoltare canzoni.
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