Mediatore culturale, lo specialista dell’incontro
Il mediatore culturale – o interculturale o linguistico culturale – ovvero colui che sta in mezzo, si occupa di agevolare la comunicazione tra due culture diverse e favorire il percorso di integrazione dei cittadini immigrati nel paese di accoglienza.
Il lavoro consiste dunque nel facilitare la comunicazione linguistica e la comprensione tra le due culture, quella dell’immigrato e quella del paese che accoglie, che si incontrano.
Il mediatore svolge il suo lavoro su richiesta di persone e, soprattutto, istituzioni pubbliche e private che devono relazionarsi con gli immigrati (es. ospedali, scuole, questure).
Il mediatore può occuparsi anche della formazione del personale in quei servizi che interagiscono con stranieri.
Alcune delle sua attività sono:
- supporto nell’espletamento di pratiche burocratiche
- interpretariato/mediazione linguistica
- fornire informazioni su cultura e usi del paese di accoglienza
- affiancamento a équipe sanitarie, avvocati e magistrati, assistenti sociali e psicologi nella loro attività di assistenza agli immigrati
- attività formative sull’integrazione e la mediazione ad altri operatori del settore
Formazione
Per svolgere la professione di mediatore culturale non è richiesta per legge una formazione specifica, ma esistono percorsi consigliabili.
Ad esempio studi universitari di tipo sociologico, psicologico, scienze sociali ecc. sono sicuramente utili, tuttavia, data le sempre crescente importanza dei fenomeni migratori e la richiesta di migliorare servizi che favoriscano la comprensione reciproca tra accolti e paese che accoglie, una formazione universitaria di tipo specifico sta diventando sempre più importante.
Alcune università hanno istituito anche specifici corsi di laurea in mediazione culturale, appartenenti alle classi di laurea L-12 Mediazione linguistica.
Corsi di laurea magistrale in mediazione culturale si trovano nella classe LM-38 Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale.
L’offerta formativa contempla anche master universitari e corsi specialistici in mediazione culturale.
Puoi cercare info sui corsi attivati in Italia sul portale Universitaly. Per i master e i corsi di specializzazione consulta portali degli atenei di tuo interesse.
Requisiti
Il mediatore ha solitamente queste caratteristiche: è originario del paese straniero e vive in Italia da tempo oppure è italiano ma conosce la cultura e la lingua del paese straniero per esperienze formative e/o di vita (per esempio ha soggiornato a lungo nel paese), ha un buon livello di istruzione, ha buone competenze linguistiche.
Per svolgere la professione sono inoltre fondamentali le seguenti conoscenze e competenze trasversali:
- ottima conoscenza delle due lingue tra cui sta mediando
- conoscenza delle culture dei soggetti che dialogano
- buona cultura generale e istruzione personale (diploma/laurea sono preferibili)
- capacità di gestire i conflitti
- capacità relazionali, di ascolto e di comunicazione
Accesso alla professione
Il mediatore culturale svolge la sua professione in tutti quei contesti nei quali sono presenti stranieri che si relazionano con le istituzioni italiane, per esempio scuole, strutture sanitarie, tribunali, carceri, centri di accoglienza.
Può collaborare direttamente con queste istituzioni, oppure lavorare alle dipendenze di cooperative sociali che gestiscono servizi socio-sanitari, socio-assistenziali ed educativi e associazioni culturali. Alcune cooperative sono specializzate in mediazioni culturali, come Un sole per tutti.
Fotografia di Eme
