Termine di presentazione della domanda: 22 aprile 2017.
Il concorso “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty”, promosso dall’
L’Associazione culturale Voci per la Libertà e Amnesty International Italia, nell’ambito del Festival che si svolge a Rosolina Mare (Rovigo) dal 20 al 23 luglio, lancia un concorso per cantanti e gruppi musicali emergenti.
Vincerà il brano che meglio sa interpretare e diffondere i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani, promossa dalle Nazioni Unite e firmata a Parigi il 10 dicembre 1948.
Testo e musica devono essere di produzione propria in qualsiasi lingua o dialetto e con qualsiasi genere musicale.
Per la 1° volta sarà consegnato anche il Premio Under 35. Il vincitore sarà decretato dagli utenti del web che potranno ascoltare e votare in anteprima il brano. Il vincitore parteciperà alle semifinali del concorso.
Possono partecipare cantanti di massimo 35 anni e gruppi musicali di cui almeno l’80% dei componenti ha massimo 35 anni.
I vincitori del Premio Amnesty International Italia Emergenti potranno realizzare, a scelta, un singolo/ep o un videoclip che Voci per la Libertà diffonderà a livello nazionale attraverso i propri canali di comunicazione.
Termine di presentazione della domanda: 16 aprile 2017.
Lo European Molecular Biology Laboratory è un istituto di ricerca di biologia molecolare creato nel 1974 e finanziato con denaro pubblico da 20 Paesi membri europei e dall’Australia.
Ci sono circa 85 gruppi indipendenti che coprono i vari campi della biologia molecolare e 5 sono i siti: il laboratorio principale a Heidelberg e quello di Amburgo in Germania, l’European Bioinformatics Institute – il centro di ricerca e servizi di bioinformatica che gestisce i maggiori database di sequenze nucleotidiche e proteiche – a Cambridge nel Regno Unito e le sedi a Grenoble in Francia e a Monterotondo vicino a Roma.
L’EMBL offre l’opportunità di fare un tirocinio retribuito di 6 mesi nell’area Relazioni internazionali, presso la sede di Heidelberg a partire da giugno 2017.
È possibile accordarsi per prolungare il tirocinio di ulteriori 6 mesi.
Compiti del tirocinante sono:
organizzare riunioni interne ed esterne, preparare e distribuire materiale
preparare presentazioni
scrivere verbali e relazioni
assistere la Presidenza
Requisiti:
laurea magistrale
capacità di scrittura, capacità organizzative e relazionali, attenzione al dettaglio
ottima conoscenza dell’inglese scritto e parlato e, preferibilmente, di una 2° lingua
ottima capacità di usare Microsoft Office e internet
Il rimborso previsto è massimo 700 euro al mese; l’organizzazione può fornire l’alloggio.
Termine di presentazione della domanda: 18 aprile 2017.
Studenti universitari e neolaureati possono candidarsi per fare un tirocinio da marzo o da settembre 2018 presso uno dei seguenti dipartimenti della NATO a Bruxelles: Defence Investment, Defence Policy and Planning, Executive Management, NATO Office of Security, Operations, Political Affairs and Security Policy, Public Diplomacy.
Il tirocinio dura 6 mesi.
Requisiti:
avere minimo 21 anni
essere cittadino di uno Stato membro della NATO
essere studenti universitari (iscritti almeno al 3° anno del corso di studi) o neolaureati da non oltre 12 mesi
avere un’ottima conoscenza della lingua inglese o della lingua francese
Se ti attira l’idea di fare un tirocinio presso un’organizzazione internazionale tieni sott’occhio il nostro elenco-promemoria dei 1330 e più tirocini e inizia a organizzarti per tempo, soprattutto per approfondire le tue conoscenze linguistiche, anche online!
Termine di presentazione della domanda: 30 marzo 2017.
Invitalia e Best Steering Committee incentivano la crescita dell’imprenditorialità italiana e dell’innovazione tecnologica con il Programma BEST (Business Exchange and Student Training).
Il concorso è gestito dalla Commissione Fulbright nata nel 1948 per favorire gli scambi culturalifra l’Italia e gli Stati Uniti.
Quest’anno assegneranno minimo 3 borse di studio per frequentare un corso intensivo di 3 mesi di Imprenditorialità e management applicati al settore scientifico e tecnologico, presso la Santa Clara University in California.
Nei 3 mesi successivi i borsisti faranno un tirocinio presso un’azienda americana.
I corsi si svolgeranno da agosto/settembre 2017 a febbraio/marzo 2018.
Requisiti:
cittadinanza italiana
età massima 35 anni
laurea, o laurea vecchio ordinamento o laurea lagistrale (LM) o dottorato di ricerca (DR) oppure frequentanti un dottorato di ricerca
avranno la priorità candidati in possesso di titoli in discipline scientifiche e tecnologiche quali: Biotecnologie, Nanotecnologie, Scienze biomediche, Tecnologia delle comunicazioni, Ingegneria aerospaziale e dei nuovi materiali, Design industriale, Tecnologie per la protezione ambientale e la produzione energetica, Art e Fashion, Entertainment
La domanda di partecipazione è composta da 4 moduli, di cui 3 in inglese, e chi sarà chiamato al colloquio dovrà inviare una
presentazione Power Point di un progetto imprenditoriale in inglese di massimo 5 minuti.
La borsa di studio include:
tasse universitarie
alloggio
rimborso mensile di circa 1000 dollari
assicurazione medica
rimborso di 1500 euro per le spese di viaggio andata e ritorno tra l’Italia e gli Stati Uniti e per il visto di ingresso negli Stati Uniti
I tirocini si svolgono presso la Direzione della ricerca e documentazione, la Direzione della Comunicazione, l’unità seminari e visite, la Direzione generale della traduzione, la cancelleria del Tribunale e la Direzione dell’interpretazione.
I 2 periodi di tirocinio sono:
dal 1° marzo al 31 luglio (inviare la candidatura entro e non oltre il 30 settembre)
dal 1° ottobre al 28 febbraio (inviare la candidatura entro e non oltre il 30 aprile)
Possono fare domanda:
laureati in Giurisprudenza o Scienze politiche (a indirizzo prevalentemente giuridico)
diplomati in Interpretariato di conferenza per i tirocini presso la Direzione dell’interpretazione
I tirocini presso l’interpretazione durano da 10 a 12 settimane e permettono ai giovani interpreti di essere seguiti nel loro perfezionamento in interpretazione, in particolare giuridica, che comporta la preparazione dei fascicoli, un lavoro di ricerca terminologica ed esercitazioni pratiche in cabina muta.
A febbraio 2017 è uscito sul quotidiano britannico di Londra The Guardian un interessante articolo sul fenomeno dei NEET nel Regno Unito: There’s plenty of hope for Neets. I should know – I was one.
Per i giovani che leggono Bresciagiovani e frequentano l’Informagiovani di Brescia (o di altre città) l’articolo è doppiamente interessante: parla di una situazione esistenziale spesso difficile che molti di noi vivono senza sapere che per questo motivo rientrano in una categoria sociologica – quella dei NEET, appunto – e racconta la storia di chi è passato dall’altra parte: da NEET Helena Kiely è diventata joint director (codirettrice) del Really Neet Project.
Prima di proseguire, però, chiedamoci: che cos’è un NEET? Sono un NEET io? Ci sono NEET intorno a me?
NEET è una categoria utilizzata in economia e in sociologia del lavoro per indicare persone che non sono impegnate nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnate in altre attività assimilabili quali, per esempio, tirocini o lavori domestici.
Quando il termine è stato usato per la 1° volta nel 1999 nel report del governo del Regno Unito Bridging the gap: new opportunities for 16 –18 year olds not in education, employment or training si comprendeva nella categoria NEET persone tra i 16 e i 24 anni; le caratteristiche del NEETtuttavia variano e continuano a variare leggermente da Paese a Paese e nello stesso Paese, per esempio, nel 2013 nel Regno Unito è stato coniato il termine NLFET, oppure si è pensato a una sottocategoria dei NEET dai 16 ai 18 anni e, in Italia, i NEET sono persone tra i 15 e i 29 anni, e in alcuni casi anche persone fino a 35 anni che abitano ancora con i genitori.
Secondo gli autori della ricerca la popolarità del concetto di NEET, a cui le organizzazioni internazionali e i media hanno dato sempre più importanza, è dovuta al suo potenziale di toccare una vasta gamma di vulnerabilità e problemi giovanili, quali la disoccupazione, l’abbandono scolastico, lo scoraggiamento, le conseguenze della crisi economica, in particolare nelle economie avanzate.
L’obbiettivo 8 diceva infatti: “by 2030 achieve full and productive employment and decent work for all women and men, including for young people and persons with disabilities, and equal pay for work of equal value, and by 2020 substantially reduce the proportion of youth not in employment, education or training (NEET)“.
Gli autori spiegano così il motivo della ricerca: NEET è un indicatore ampiamente frainteso e pertanto male interpretato. Vogliamo sottolineare alcune idee sbagliate e contribuire a una migliore comprensione di questo indicatore affinché possa essere utilizzato al meglio per ciò che realmente misura.
Nel 2011, l’agenzia dell’Unione europea Eurofound – Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro – ha analizzato la situazione dei giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione cercando di comprendere le conseguenze economiche e sociali della loro mancata partecipazione al mercato del lavoro e della formazione e ha pubblicato i risultati preliminari della ricerca nel documento Giovani e NEET in Europa: primi risultati.
Torniamo dunque all’articolo apparso a febbraio 2017 sul The Guardian:
Oggi più di 1 su 10 giovani nel Regno Unito non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnate in altre attività assimilabili quali, per esempio, tirocini o lavori domestici: sono (NEET), di cui 407.000 donne.
Helena Kiely era una di loro, oggi usa la propria esperienza per aiutare gli altri.
Figlia di migranti irlandesi a Londra, vittima di pregiudizi razziali, Helena Kiely lascia la scuola a 11 anni senza aver preso il diploma. Limita le relazioni a persone, come lei, stigmatizzate. A 16 anni riprende gli studi e durante l’ultimo anno di università inizia a collaborare con il Really Neet Project, a 28 è joint director.
Helena Kiely racconta: Ogni giorno incontro persone che hanno poche aspirazioni [forse più che poche sono aspirazioni frustrate] e molti ostacoli alla realizzazione dei propri sogni. Mancanza di un’abitazione, abuso di sostanze, difficoltà famigliari, problemi di salute mentale sono all’ordine del giorno. Il nostro lavoro consiste nel mettere ciascun individuo nella condizione di poter fare e aiutarlo a eliminare, trasformare o aggirare gli ostacoli.
Ho capito che posso usare la mia esperienza: essere stata nei loro panni, mi permette di relazionarmi a loro e loro mi vedono come la prova che è possibile superare le difficoltà. Lavorare con i NEET mi ha fatto capire che dobbiamo essere flessibili nel nostro approccio, dobbiamo personalizzare il nostro approccio a ogni singolo individuo e riconoscere che non esistono due persone uguali: per esempio, non tutte le persone di 19 anni sono pronte a entrare nel mondo del lavoro.
“I know how tough it can be to not have qualifications and not feel like you have any career options. But I’ve seen how much young people can achieve when given the right support“, conclude.
Cerchiamo di tenere a mente il consiglio di Helena Kiely: non possiamo qui personalizzare il nostro approccio (dove sei chi sei mio lettore?), ma possiamo cercare di diversificarlo.
Nel video The NEET Aki, una ragazza filippino-americana di 23 anni, racconta in modo molto ironico e, soprattutto, con l’intento di aiutare chi si trova sconfortato e bloccato nella condizione di NEET, la presenza dei NEET negli Anime giapponesi (là, appunto, dove “your job is your life“: in Giappone) e la loro somiglianza agli hikikomori.
Gli hikikomori sono un’altra categoria sociale che ha in comune con i NEET la tendenza a isolarsi dalla società. Gli hikikomori, tuttavia, talvolta lavorano o hanno un’occupazione e perseguono l’isolamento in sé. I NEET, invece, rischiano di isolarsi per la frustrazione di non trovare un’occupazione e la conseguente perdita di fiducia in se stessi e nelle opportunità (“man, what am I even doing with my life, I don’t feel like doing anything, I’m not motivated enough, society is askin’ to much from me and I can’t keep up man“).
Aki, dunque dà 2 consigli: 1. “change the way you see yourself and the world, like you don’t have to start off on the grand scale of things, trying to find out the meaning of life, just like baby steps” e 2. “force yourself to ineract with people, from personal experience too much isolation can cause a lot of depression, it’s good having a lot of time, I personally value my privacy, keyword being: content with, I mean, just give it a shot, try reaching out to people“.
Per vedere cosa può essere un hikikomori c’è un film affascinante Tokyo! del 2008: film in 3 episodi girati da 3 registi diversi: i primi 2 episodi sono girati da registi francesi Michel Gondry e Leos Carax, il 3°, intitolato Shaking Tokyo, dal regista sudcoreano Bong Joon-ho.
Restando in Italia, nel 2014 la Fondazione Teatro di Parma ha portato in scena il testo del drammaturgo austriaco Holger Schober Hikikomori, Metamorfosi di una generazione:
«Lo spettacolo porta in scena un protagonista esemplare di questa generazione, che in Europa, in parte, è individuata dalla definizione NEET – Not (engaged) in Education, Employment or Training (cioè che non studia, non lavora e non fa formazione): nel chiuso asfittico della propria stanza, come in un nido/prigione, H. il protagonista, come molti ragazzi suoi coetanei, si abbandona alla non-azione perpetua; l’unico trait d’union con il mondo esterno, negato e rifiutato, è internet, in cui ricostruire le relazioni e far vivere il proprio alter-ego. Una fascia di popolazione che da una ricerca dell’ISTAT era costituita in Italia nel 2009 da più di 2 milioni di soggetti. Di fronte a questi numeri e al testo di Schober, gli adulti spettatori, ma anche i ragazzi che assisteranno allo spettacolo sono posti dinanzi a una semplice parola, “responsabilità”».
Un approccio più serio nel mostrare il fenomeno dei NEET, i suoi rischi e le possibili soluzioni, si trova nei 2 video I’m a NEET – Part 1 e I’m a NEET – Part 2 girati da un gruppo di NEET con la collaborazione del Swansea Youth Service, il servizio per le politiche giovanili della città del Galles Swansea: nei video vediamo e ascoltiamo giovani, ma anche datori di lavoro di ex-NEET e genitori che raccontano in prima persona la propria esperienza con questo fenomeno e quali soluzioni sono possibili secondo loro.
La letteratura ci può aiutare, forse, a ampliare le nostre visioni (diversificare il nostro approccio?) attraverso il famoso romanzo russo di Ivan Aleksandrovič Gončarov Oblomov (1859) e l’altrettanto famoso romanzo Bartleby the scrivener (1853) dello scrittore americano Herman Melville – a cui è stata dedicata una giornata di studi all’Università di Bologna (c’è anche un video).
Più di recente, troviamo il romanzo dello scrittore egiziano Albert Cossery I fannulloni nella valle fertile (1948), oltre alle tante opere uscite negli ultimi 10 anni sulla precarietà del lavoro giovanile e non solo, come Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese… (Einaudi, 2006) di Aldo Nove, o Vita precaria e amore eterno di Mario Desiati (Mondadori, 2006), Pausa caffè (Sironi, 2004) di Giorgio Falco, Un anno di corsa di Giovanni Accardo (Sironi, 2006) e tanti altri, o sul dramma della disoccupazione, come il bellissimo, anche se del 1959, Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri.
L’Università di Cipro (University of Cyprus) offre 3 borse di studio per cittadini italiani per frequentare l’MBA Program. È necessario conoscere bene, a livello B2, la lingua inglese.
Termine per la presentazione della domanda: 21 marzo 2017.
World Nomads offre una borsa di studio per un viaggio di 10 giorni nei Balcani (Croazia, Macedonia, Albania, Montenegro, Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo).
La borsa di studio comprende:
viaggio andata e ritorno dal proprio Paese di residenza a Dubrovnik, Croazia, dove si verrà trasferiti a Herceg Novi, Montenegro
corso di scrittura di viaggio con il giornalista Tim Neville, che collabora con il quotidiano statunitense New York Times e la rivista Outside (un suo articolo del 2013 sui Balcani a piedi)
1000 euro di denaro per le spese
abbigliamento da viaggio-avventura per un valore di 500 dollari USA
un pass ferroviario
assicurazione di viaggio
Per candidarti, racconta un’esperienza di viaggio di 2500 caratteri (spazi inclusi) in lingua inglese facendo attenzione a uno di questi 3 aspetti:
instaurare rapporti con la gente del luogo
fuori dalla mia comfort zone
un luogo che non dimenticherò mai
Dopodiché racconta 2 luoghi che vorresti visitare nei Balcani.
Scrivi (sempre in lingua inglese) un saggio di 1500 caratteri sul perché dovrebbero scegliere te e quale significato avrebbe per te un viaggio nei Balcani e la possibilità di scriverne.
Termine di presentazione della domanda: metàaprile 2017 (presto sul sito il termine preciso).
Il quartier generale nella NATO a Bruxelles cerca tirocinanti studenti di Scienze politiche, Relazioni internazionali, Economia, Finanza, Risorse umane, IT, Grafica e design, Lingue, Aeronautica, Ingegneria o Giornalismo che conoscano il russo, l’ucraino o l’arabo.
Altri requisiti sono: minimo 21 anni, essere iscritti almeno al 3° anno di un corso di studi universitari o essere laureati da meno di 1 anno, conoscere molto bene inglese o francese.
È previsto un rimborso e le spese di viaggio all’inizio e la fine del tirocinio sono coperte.
Termine di presentazione della domanda: 1 aprile 2017.
L’European Space Camp è un campo estivo per studenti delle scuole superiori di tutto il mondo interessati allo spazio e le scienze.
Quest’anno svolge ad Andøya Rocket Range, in Norvegia, dal 6 al 13 agosto 2017.
Per 1 settimana i partecipanti faranno esperimenti tecnici, letture e attività sociali e approfondiranno la comprensione delle scienze applicate, con creatività e spirito di collaborazione.
Requisiti per partecipare:
avere tra i 17 e i 20 anni
avere conoscenze in fisica e matematica
conoscere bene l’inglese
Le spese di vitto e alloggio sono coperte, a carico dei partecipanti resta il volo di andata e ritorno a Andenes Airport (tranne il vincitore della borsa di studio).
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