Scrivi in inglese un progetto o un’idea innovativi per un’impresa con un impatto sociale che valorizzi 1 o più dei 17 obiettivi di Sviluppo del Millennio.
I 10 finalisti presenteranno un video di massimo 3 minuti del proprio progetto o della propria idea.
I vincitori presenteranno le idee e i progetti a un pubblico internazionale alla cerimonia di premiazione al Summit dell’imprenditoria a Berlino in Germania, a ottobre 2018.
Se hai un (o più) progetto, un prodotto o un’applicazione digitale completato dopo il 1° gennaio 2017 puoi partecipare (da solo o in squadra).
Per esempio, puoi proporre una applicazione web (applicazione che non sta direttamente sulla macchina che la usa, ma su server remoti), una pagina web, un gioco per smartphone, un’installazione kiosk), un prodotto basato su sms, un dispositivo da indossare (smartwatch), un ebook oppure fotografie digitali.
Tieni conto però che l’interattività è una criterio di valutazione importante.
Puoi presentare anche un progetto offline, in questo caso tieni conto che la giuria non potrà venire a visionarlo dove stai tu per cui dovrai usare fotografie, testi e video per presentarlo.
Così come nel caso tu abbia elaborato una app, tieni conto che non tutti i membri della giuria potranno scaricarla, installarla e provarla: perciò ti conviene caricare una demo, fotografie e video per dare un’idea della tua app.
Segui il consiglio sul sito del concorso: “To introduce your project, upload as much visual and interactive material as possible with your application. The more videos/screenshots/pictures/demo versions/etc. the jury can access, the better they will be able to understand and evaluate your work.
L’interfaccia del tuo prodotto può essere nella lingua che vuoi. Le informazioni su di te e sul prodotto devono invece essere in inglese.
Puoi partecipare sei hai meno di 33 anni e sei cittadino di uno degli Stati membri del Consiglio d’Europa, Bielorussia o Kosovo.
managing life: svulippo personale, relazioni, pianificazione attiva, lavoro dignitoso
open innovation: musica e arte, cose folli, magia digitale, miglioramento del mondo
future Europe: Europositivismo, Unione europea, Storia europea, politiche europee
categoria speciale 2018: mYouth (categoria speciale per i partecipanti al Youth Continental App Camp e al International business & marketing training in Macedonia)
Per ogni categoria ci saranno 3 vincitori.
Il premio è l’invito a presentare il proprio progetto all’EYA Festival di Graz, in Austria, dal 28 novembre al 1 dicembre 2018.
Termine di scadenza per la presentazione della domanda: 10 febbraio 2018
La 30a edizione de I giovani e le scienze (Milano, 24-26 marzo 2018) e il EUCYS – European Union Contest for Young Scientists promuovono le competenze scientifiche e tecnologiche e offrono opportunità per confrontarsi e collaborare.
Possono partecipare studenti italiani singoli o in gruppi di non più di 3 di 14-21 anni che frequentano le scuole secondarie di 2° grado.
È necessario conoscere l’inglese.
I partecipanti devono presentare studi o progetti originali e innovativi in qualsiasi campo della scienza, della ricerca, della tecnologia e delle sue applicazioni.
Il testo scritto deve essere di massimo 10 pagine, e al massimo 10 pagine di grafici, foto e illustrazioni.
I membri sono esperti impegnati in centri di ricerca, università, organizzazioni ed enti italiani e esteri.
I premi comprendono le spese di viaggio, vitto e alloggio per l’edizione de I giovani e le scienze a Milano, più premi fino a 7000 euro e soggiorni studio. Gli accreditamenti, invece, consentono di partecipare a eventi internazionali.
Termine di presentazione della domanda: 24 settembre 2017.
Il programma FutureLab Europe offre a giovani europei la possibilità di partecipare ai 4 giorni del FutureLab Europe Annual Forum che si terrà a Bruxelles a gennaio 2018: i futureLabbers si inconteranno per discutere temi rilevanti per il futuro dell’Europa sulla base dei progetti presentati.
I progetti possono essere: blog, attività di volontariato, mostre pittoriche e fotografiche, opere d’arte, cortometraggi, visite scolastiche, dibattiti su:
valori democratici in Europa – cosa possiamo fare noi giovani europei per garantire che i valori democratici europei siano alla base delle nostre società?
pari opportunità per i giovani – cosa possiamo fare noi giovani europei per garantire che la società e l’economia offra ugualu opportunità a tutti noi?
identità europea – l’identità europea ha significato per noi giovani europei?
Dopo il workshop a Bruxelles i futureLabbers collaboreranno da casa allo sviluppo dei progetti e si incontreranno nuovamente in autunno 2018.
Possono partecipare persone che hanno tra i 20 e 30 anni che desiderano partecipare alla definizione del futuro dell’Europa mediante l’attuazione di un progetto di impatto civico.
Termine di presentazione della domanda:1 ottobre 2017 per attività internazionali da realizzare tra il 1 aprile e il 31 dicembre 2018; piani di lavoro per il 2018; finanziamenti strutturali straordinari per il 2018 (rete regionale) e 1 ottobre 2018 per finanziamento strutturale per il 2018-2019 (ONG internazionali/reti).
Per le domande per progetti pilota (interventi mirati a affrontare le sfide specifiche della società legate al contesto locale in cui si svolge) non c’è una scadenza fissa: possono essere presentate almeno 3 mesi prima dell’inizio dell’attività.
La Fondazione giovanile europea (European Youth Foundation – EYF) finanzia attività giovanili per la promozione della pace, la comprensione e la cooperazione tra i popoli dell’Europa e del mondo, nel rispetto dei diritti umani, la democrazia, la tolleranza e la solidarietà.
Tra le attività che sostiene rientrano attività educative, sociali, culturali e umanitarie di carattere europeo e attività volte a rafforzare la pace e la cooperazione in Europa, la collaborazione e la comprensione tra i giovani in Europa (soprattutto promuovendo scambi di informazione), l’aiuto reciproco in Europa e nei paesi in via di sviluppo così come studi, ricerche e documentazione su tematiche giovanili.
Le attività internazionali (per esempio, incontri tra animatori giovanili in Europa) possono ricevere un finanziamento massimo di 20000 euro per coprire fino a 2/3 dei costi complessivi.
I piani di lavoro annuali (composti da attività per l’intero anno, attività internazionali, attività pilota, pubblicazioni e sviluppo di pagine internet possono ricevere un finanziamento massimo di 50000 euro.
Inoltre la Fondazione giovanile europea può offrire a organizzazioni giovanili internazionali non governative un contributo per coprire parte delle spese amministrative.
Ci sono poi i finanziamenti strutturali straordinari e le attività pilota.
Per poter fare domanda bisogna rappresentare un’organizzazione giovanile non governativa internazionale, nazionale o locale, o reti o strutture non governative impegnate nell’animazione giovanile.
Consorzio Tenda organizza a Montichiari (Bs) un corso gratuito per Assistente familiare.
Profilo: l’assistente familiaresvolge attività di cura e accudimento di persone con diversi livelli di autosufficienza psico-fisica (anziani, malati, disabili) anche a sostegno dei familiari, contribuendo al mantenimento dell’autonomia e del benessere della persona assistita; in particolare svolge prestazioni di aiuto alla persona, di carattere domestico e igienico sanitario, sostiene il benessere psico-fisico della persona assistita, effettua interventi a supporto del mantenimento e del recupero dell’autonomia fisica e psichica della persona assistita riducendo i rischi di isolamento
Destinatari: disoccupati da più di 12 mesi italiani e stranieri con permesso di soggiorno e conoscenza di base dell’italiano
Durata: 160 ore
Orario: frequenza obbligatoria al 90%
Titolo rilasciato: Certificato di competenze Regione Lombardia; attestato di Sicurezza generale
Data di inizio: 25 settembre 2017
Iscrizione: compilare il modulo di preiscrizione e consegnarlo c/o l’ufficio formazione di Consorzio Tenda oppure tramite e-mail a: formazione@consorziotenda.it entro l’ 1 settembre 2017; documenti richiesti: cv formato europeo, fotocopia carta di identità, fotocopia Tessera sanitaria, copia titolo di studio (in assenza autocertifica), COB, Stato occupazionale, ISEE per i disoccupati da più di 36 mesi
Termine di presentazione della domanda: 15 luglio 2017.
Il premio European Youth Award (EYA) promuove studenti e giovani imprenditori europei che utilizzano internet e gli apparecchi mobili per creare contenuti digitali di interesse sociale (per esempio, siti, campagne online, applicazioni per telefoni mobili o per la rete, installazioni interattive, ecc.).
I progetti devono affrontare gli obiettivi definiti dal Consiglio d’Europa e da Europa 2020 e gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile contenuti nel programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.
Le categorie sono le seguenti:
vita sana: nutrizione, assistenza sanitaria, sport, benessere
apprendimento intelligente: istruzione, competenze informatiche, scienza e R&D, infotainment
collegare le culture: integrazione, patrimonio, diversità, musica, parità di genere
ambientalismo: energia sostenibile, biodiversità, cambiamento climatico, infrastrutture intelligenti
cittadinanza attiva: giornalismo digitale, coesione sociale, diritti umani, partecipazione democratica
affari finanziari: alfabetizzazione finanziaria, occupazione, lavoro decoroso, lotta alla fame nel mondo
categoria Speciale 2017: WATER blue planet, acqua potabile, gestione dell’acqua,igiene
testo 1[/item]
Requisiti per partecipare:
avere massimo 33 anni (essere nati dopo il 1 gennaio 1984)
provenire da uno degli Stati membri del Consiglio d’Europa, Bielorussia o Kosovo
avere ultimato il progetto dopo il 1 gennaio 2016 (per un progetto ultimato in precedenza, bisogna documentare modifiche e/o miglioramenti e/o aggiunte realizzati dopo
I vincitori saranno invitati al Festival di Graz, in Austria, dal 29 novembre al 2 dicembre 2017.
Le spese di viaggio verranno coperte con una somma forfettaria e verrà fornito l’alloggio.
Contenuto: il corso fornisce le competenze necessarie per svolgere l’attività professionale di operatore socio sanitario (OSS); organizzazione dei servizi sanitari, concetti di diritto del lavoro e sanitario, bioetica socio-sanitaria, area igienico sanitaria, psicologica e sociale, assistenza all’utente, mobilità, trasporto e sicurezza, tecniche di intervento sanitario di base, di pronto soccorso e di riabilitazione
Requisiti: maggiore età, diploma di scuola secondaria superiore (in alternativa, qualifica triennale o biennale), certificato di idoneità alla mansione rilasciato da medico competente; per gli stranieri: dichiarazione di valore (o traduzione asseverata) del titolo di studio conseguito nel Paese di origine, permesso di soggiorno in corso di validità, conoscenza della lingua italiana
Costo: 2000 euro
Durata: 1000 ore
Orario: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13
Titolo rilasciato: qualifica OSS con validità sul territorio nazionale
L’assistente ad personam è una figura che, in ogni ordine e grado della scuola, fornisce sostegno scolastico a bambini con disabilità. Lavora come supporto di insegnanti e insegnanti di sostegno e opera anche nei nidi e nei servizi di accoglienza ricreativi ed extrascolastici.
Il Consorzio Solco Brescia ha attivato un percorso formativo gratuito volto a favorire la selezione di persone che opereranno nelle cooperative del Consorzio che gestiscono questa tipologia di servizio alla persona.
Destinatari: cittadini italiani e stranieri con permesso di soggiorno, residenti/domiciliati in Lombardia, disoccupati da almeno 12 mesi e diplomati
Durata: 100 ore
Orario: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13; obbligo di frequenza al 90%
Titoli rilasciati: attestato di partecipazione, attestato di sicurezza generale dei lavoratori, attestato di I soccorso
Un corso di Qualificazione OSSa pagamento organizzato da Solco Brescia.
Contenuto: l’OSS è un operatore di supporto ad alta integrazione socio-sanitaria che soddisfa i bisogni primari, favorisce il benessere e l’autonomia dell’utente nel contesto sociale e sanitario
Destinatari: maggiorenni in possesso di diploma o di qualifica triennale; per gli stranieri dichiarazione di valore con traduzione asseverata del titolo conseguito nel paese di origine rilasciata dall’ambasciata di appartenenza e conoscenza base della lingua italiana (che verrà verificata con test d’ingresso)
Durata: 1000 ore (450 di teoria, 450 di tirocinio e 100 ore di esercitazione) con frequenza obbligatoria
Orario: 3 lezioni settimanali da lunedì a venerdì con orario da definirsi; frequenza obbligatoria al 90%
Un corso di Qualificazione ASAa pagamento organizzato da Solco Brescia a Nave (Bs).
Contenuto: l’ASA è una figura professionale in grado di svolgere interventi di assistenza, cura, igiene per una molteplicità di utenti in condizioni di bisogno e in situazioni di marginalità. È un operatore che sostiene la persona nello svolgimento delle attività di vita quotidiana e la aiuta nell’espletamento delle sue funzioni personali essenziali, in supporto ad altri operatori sociali, socio-sanitari e sanitari. La sua attività si esplica all’interno dei servizi residenziali, semiresidenziali e territoriali per anziani, in servizi residenziali e territoriali per disabili , in servizi che si occupano di emarginazione e disagio psichico
Destinatari: maggiorenni con licenza media; per gli stranieri: dichiarazione di valore con traduzione asseverata del titolo conseguito nel paese di origine rilasciata dall’ambasciata di appartenenza e conoscenza base della lingua italiana (che verrà
verificata con test d’ingresso)
Durata: 800 ore (450 di teoria e 350 di tirocinio)
Orario: 3 lezioni settimanali da lunedì a venerdì con orario da definirsi; frequenza obbligatoria al 90%
A febbraio 2017 è uscito sul quotidiano britannico di Londra The Guardian un interessante articolo sul fenomeno dei NEET nel Regno Unito: There’s plenty of hope for Neets. I should know – I was one.
Per i giovani che leggono Bresciagiovani e frequentano l’Informagiovani di Brescia (o di altre città) l’articolo è doppiamente interessante: parla di una situazione esistenziale spesso difficile che molti di noi vivono senza sapere che per questo motivo rientrano in una categoria sociologica – quella dei NEET, appunto – e racconta la storia di chi è passato dall’altra parte: da NEET Helena Kiely è diventata joint director (codirettrice) del Really Neet Project.
Prima di proseguire, però, chiedamoci: che cos’è un NEET? Sono un NEET io? Ci sono NEET intorno a me?
NEET è una categoria utilizzata in economia e in sociologia del lavoro per indicare persone che non sono impegnate nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnate in altre attività assimilabili quali, per esempio, tirocini o lavori domestici.
Quando il termine è stato usato per la 1° volta nel 1999 nel report del governo del Regno Unito Bridging the gap: new opportunities for 16 –18 year olds not in education, employment or training si comprendeva nella categoria NEET persone tra i 16 e i 24 anni; le caratteristiche del NEETtuttavia variano e continuano a variare leggermente da Paese a Paese e nello stesso Paese, per esempio, nel 2013 nel Regno Unito è stato coniato il termine NLFET, oppure si è pensato a una sottocategoria dei NEET dai 16 ai 18 anni e, in Italia, i NEET sono persone tra i 15 e i 29 anni, e in alcuni casi anche persone fino a 35 anni che abitano ancora con i genitori.
Secondo gli autori della ricerca la popolarità del concetto di NEET, a cui le organizzazioni internazionali e i media hanno dato sempre più importanza, è dovuta al suo potenziale di toccare una vasta gamma di vulnerabilità e problemi giovanili, quali la disoccupazione, l’abbandono scolastico, lo scoraggiamento, le conseguenze della crisi economica, in particolare nelle economie avanzate.
L’obbiettivo 8 diceva infatti: “by 2030 achieve full and productive employment and decent work for all women and men, including for young people and persons with disabilities, and equal pay for work of equal value, and by 2020 substantially reduce the proportion of youth not in employment, education or training (NEET)“.
Gli autori spiegano così il motivo della ricerca: NEET è un indicatore ampiamente frainteso e pertanto male interpretato. Vogliamo sottolineare alcune idee sbagliate e contribuire a una migliore comprensione di questo indicatore affinché possa essere utilizzato al meglio per ciò che realmente misura.
Nel 2011, l’agenzia dell’Unione europea Eurofound – Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro – ha analizzato la situazione dei giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione cercando di comprendere le conseguenze economiche e sociali della loro mancata partecipazione al mercato del lavoro e della formazione e ha pubblicato i risultati preliminari della ricerca nel documento Giovani e NEET in Europa: primi risultati.
Torniamo dunque all’articolo apparso a febbraio 2017 sul The Guardian:
Oggi più di 1 su 10 giovani nel Regno Unito non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnate in altre attività assimilabili quali, per esempio, tirocini o lavori domestici: sono (NEET), di cui 407.000 donne.
Helena Kiely era una di loro, oggi usa la propria esperienza per aiutare gli altri.
Figlia di migranti irlandesi a Londra, vittima di pregiudizi razziali, Helena Kiely lascia la scuola a 11 anni senza aver preso il diploma. Limita le relazioni a persone, come lei, stigmatizzate. A 16 anni riprende gli studi e durante l’ultimo anno di università inizia a collaborare con il Really Neet Project, a 28 è joint director.
Helena Kiely racconta: Ogni giorno incontro persone che hanno poche aspirazioni [forse più che poche sono aspirazioni frustrate] e molti ostacoli alla realizzazione dei propri sogni. Mancanza di un’abitazione, abuso di sostanze, difficoltà famigliari, problemi di salute mentale sono all’ordine del giorno. Il nostro lavoro consiste nel mettere ciascun individuo nella condizione di poter fare e aiutarlo a eliminare, trasformare o aggirare gli ostacoli.
Ho capito che posso usare la mia esperienza: essere stata nei loro panni, mi permette di relazionarmi a loro e loro mi vedono come la prova che è possibile superare le difficoltà. Lavorare con i NEET mi ha fatto capire che dobbiamo essere flessibili nel nostro approccio, dobbiamo personalizzare il nostro approccio a ogni singolo individuo e riconoscere che non esistono due persone uguali: per esempio, non tutte le persone di 19 anni sono pronte a entrare nel mondo del lavoro.
“I know how tough it can be to not have qualifications and not feel like you have any career options. But I’ve seen how much young people can achieve when given the right support“, conclude.
Cerchiamo di tenere a mente il consiglio di Helena Kiely: non possiamo qui personalizzare il nostro approccio (dove sei chi sei mio lettore?), ma possiamo cercare di diversificarlo.
Nel video The NEET Aki, una ragazza filippino-americana di 23 anni, racconta in modo molto ironico e, soprattutto, con l’intento di aiutare chi si trova sconfortato e bloccato nella condizione di NEET, la presenza dei NEET negli Anime giapponesi (là, appunto, dove “your job is your life“: in Giappone) e la loro somiglianza agli hikikomori.
Gli hikikomori sono un’altra categoria sociale che ha in comune con i NEET la tendenza a isolarsi dalla società. Gli hikikomori, tuttavia, talvolta lavorano o hanno un’occupazione e perseguono l’isolamento in sé. I NEET, invece, rischiano di isolarsi per la frustrazione di non trovare un’occupazione e la conseguente perdita di fiducia in se stessi e nelle opportunità (“man, what am I even doing with my life, I don’t feel like doing anything, I’m not motivated enough, society is askin’ to much from me and I can’t keep up man“).
Aki, dunque dà 2 consigli: 1. “change the way you see yourself and the world, like you don’t have to start off on the grand scale of things, trying to find out the meaning of life, just like baby steps” e 2. “force yourself to ineract with people, from personal experience too much isolation can cause a lot of depression, it’s good having a lot of time, I personally value my privacy, keyword being: content with, I mean, just give it a shot, try reaching out to people“.
Per vedere cosa può essere un hikikomori c’è un film affascinante Tokyo! del 2008: film in 3 episodi girati da 3 registi diversi: i primi 2 episodi sono girati da registi francesi Michel Gondry e Leos Carax, il 3°, intitolato Shaking Tokyo, dal regista sudcoreano Bong Joon-ho.
Restando in Italia, nel 2014 la Fondazione Teatro di Parma ha portato in scena il testo del drammaturgo austriaco Holger Schober Hikikomori, Metamorfosi di una generazione:
«Lo spettacolo porta in scena un protagonista esemplare di questa generazione, che in Europa, in parte, è individuata dalla definizione NEET – Not (engaged) in Education, Employment or Training (cioè che non studia, non lavora e non fa formazione): nel chiuso asfittico della propria stanza, come in un nido/prigione, H. il protagonista, come molti ragazzi suoi coetanei, si abbandona alla non-azione perpetua; l’unico trait d’union con il mondo esterno, negato e rifiutato, è internet, in cui ricostruire le relazioni e far vivere il proprio alter-ego. Una fascia di popolazione che da una ricerca dell’ISTAT era costituita in Italia nel 2009 da più di 2 milioni di soggetti. Di fronte a questi numeri e al testo di Schober, gli adulti spettatori, ma anche i ragazzi che assisteranno allo spettacolo sono posti dinanzi a una semplice parola, “responsabilità”».
Un approccio più serio nel mostrare il fenomeno dei NEET, i suoi rischi e le possibili soluzioni, si trova nei 2 video I’m a NEET – Part 1 e I’m a NEET – Part 2 girati da un gruppo di NEET con la collaborazione del Swansea Youth Service, il servizio per le politiche giovanili della città del Galles Swansea: nei video vediamo e ascoltiamo giovani, ma anche datori di lavoro di ex-NEET e genitori che raccontano in prima persona la propria esperienza con questo fenomeno e quali soluzioni sono possibili secondo loro.
La letteratura ci può aiutare, forse, a ampliare le nostre visioni (diversificare il nostro approccio?) attraverso il famoso romanzo russo di Ivan Aleksandrovič Gončarov Oblomov (1859) e l’altrettanto famoso romanzo Bartleby the scrivener (1853) dello scrittore americano Herman Melville – a cui è stata dedicata una giornata di studi all’Università di Bologna (c’è anche un video).
Più di recente, troviamo il romanzo dello scrittore egiziano Albert Cossery I fannulloni nella valle fertile (1948), oltre alle tante opere uscite negli ultimi 10 anni sulla precarietà del lavoro giovanile e non solo, come Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese… (Einaudi, 2006) di Aldo Nove, o Vita precaria e amore eterno di Mario Desiati (Mondadori, 2006), Pausa caffè (Sironi, 2004) di Giorgio Falco, Un anno di corsa di Giovanni Accardo (Sironi, 2006) e tanti altri, o sul dramma della disoccupazione, come il bellissimo, anche se del 1959, Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri.
Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Per avere maggiori informazioni consultare la seguente informativa cookies. La chiusura del banner mediante selezione della stessa X, non consente l’utilizzo di cookie o altri strumenti di tracciamento diversi dai tecnici.