Tirocinio: chiariamoci le idee

Tirocinio: chiariamoci le idee

Tirocinio: chiariamoci le idee

8 Ottobre 2019

Il tirocinio può esserti d’aiuto per l’ingresso nel mondo del lavoro? Dipende dalle tue aspettative e da come lo vivi. Qui troverai alcune informazioni che ti aiuteranno a capire cos’è un tirocinio e se fa per te.

 

In questo articolo parleremo del tirocinio formativo e di orientamento, ma prima ti presentiamo una panoramica di tutti i tipi di tirocini, che ti servirà per non confonderli.

Esistono principalmente due categorie di tirocinio:

  • tirocinio curricolare: si svolge durante un corso di studi (scuola superiore, formazione professionale, università) e serve a arricchire o a completare la formazione con un’esperienza in un contesto lavorativo attinente
  • tirocinio extracurricolare: è rivolto a inoccupati/disoccupati o giovani che abbiano completato un percorso di studi e serve ad agevolare il passaggio dalla scuola al lavoro;

Il tirocinio extracurricolare a sua volta si distingue in varie tipologie (nel 2018 sono stati definiti gli standard minimi per ognuno):

Il tirocinio extracurricolare non comprende: i tirocini finalizzati allo svolgimento della pratica professionale e all’accesso alle professioni ordinistiche  o riferiti a percorsi abilitanti/regolamentati o per il riconoscimento delle qualifiche  professionali , i tirocini transnazionali realizzati nell’ambito di specifici programmi europei, i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso, le borse di studio.

I tirocini non costituiscono un rapporto di lavoro, bensì una metodologia formativa o una misura di politica attiva finalizzata agli obiettivi dell’orientamento, della occupabilità e dell’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro.

 

Terminata questa panoramica dei tirocini esistenti, da qui parleremo solo del tirocinio formativo, di orientamento, di inserimento/reinserimento lavorativo.

È di competenza esclusiva delle Regioni e delle Province la regolamentazione del tirocinio extracurricolare nel proprio territorio. Per evitare, tuttavia, che ci fossero troppe disomogeneità nelle discipline regionali Stato, Regioni e Province autonome hanno adottato linee guida comuni. La disciplina del tirocinio ha quindi un inquadramento nazionale comune, ma può presentare qualche differenza tra regione e regione. In questo articolo facciamo riferimento alla disciplina della Regione Lombardia.

 

 

Il tirocinio formativo e di orientamento

 

Innanzitutto, cos’è?

Ti capiterà di sentir usare il anche il termine stage: tirocinio e stage sono la stessa cosa.

Molti pensano che il tirocinio sia un lavoro a tempo determinato poco/non retribuito o una specie di periodo di prova. Assolutamente sbagliato. Il tirocinio è un’esperienza formativa e di orientamento che si svolge in un’azienda. Per questo, il rapporto che lega il tirocinante all’azienda non è un contratto di lavoro.

Se non vuoi rimanere deluso, dando per scontato che il tirocinio porti a un’assunzione, devi considerarlo per quello che è: uno strumento per completare la tua formazione, questa volta senza banco e libri.

 

Il tirocinio è un’esperienza formativa perché ti permette di:

  • imparare a usare gli strumenti e i dispositivi tipici di un lavoro
  • acquisire competenze (saper fare) relative a una determinata professione
  • imparare a organizzare e pianificare il lavoro
  • imparare a gestire le relazioni e le dinamiche aziendali (rapporti con i superiori e i colleghi)

Il tirocinio è un’esperienza orientativa perché la sperimentazione diretta di una situazione lavorativa:

  • ti permetterà di capire se quel lavoro fa per te
  • ti aiuterà a definire le tue scelte professionali future

 

Come funziona?

I soggetti coinvolti nel tirocinio sono sempre 3, ciascuno con compiti specifici:

  • tirocinante: colui che effettua il tirocinio
  • soggetto ospitante: persona fisica o giuridica, di natura pubblica o privata presso il quale viene realizzato il tirocinio
  • soggetto promotore: un ente terzo* con funzioni di progettazione, attivazione e monitoraggio del tirocinio, nonché di garanzia della regolarità e qualità dell’iniziativa, in relazione alle finalità definite nel progetto formativo

*Sono enti promotori: istituzioni scolastiche, fondazioni ITS, Istituzioni Universitarie comprese le AFAM, istituzioni formative accreditate ai servizi di istruzione e formazione professionale, centri per l’impiego, accreditati regionali ai servizi al lavoro, autorizzati regionali ai servizi per il lavoro

Il tirocinio viene attivato sulla base di una convenzione stipulata tra ente promotore e azienda ospitante e su un progetto formativo individuale sottoscritto fra i tre soggetti.
È molto importante leggere attentamente il progetto formativo per capire quali saranno i contenuti del tirocinio e le competenze professionali da acquisire.

Il tirocinio prevede la corresponsione obbligatoria di un’indennità il cui ammontare varia da regione a regione. In Lombardia è di 500 euro lordi mensili – riducibile a euro 400 mensili qualora si preveda la corresponsione di buoni pasto o l’erogazione del servizio mensa – e 350 euro mensili qualora l’attività di tirocinio non implichi un impegno giornaliero superiori a 4 ore.

 

Tutor e tutele

Ogni tirocinio prevede la presenza di 2 tutor, che operano in sinergia.
Il soggetto promotore individua un proprio tutor per elaborare, d’intesa con il tutor del soggetto ospitante, il progetto formativo, per l’organizzazione e il monitoraggio del tirocinio e la redazione del Dossier individuale nonché dell’attestazione finale; predispone un piano di attività, prevedendo una verifica almeno quindicinale con il tirocinante.
Il soggetto ospitante nomina un tutor che è responsabile dell’attuazione del progetto formativo individuale e dell’inserimento e affiancamento del tirocinante sul luogo di lavoro per tutto la durata del tirocinio, anche aggiornando la documentazione relativa al tirocinio (registri e altro).

Ogni tirocinante viene assicurato per gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL e per la responsabilità civile verso terzi.

Per evitare abusi nell’utilizzo del tirocinio da parte delle aziende, la legge prevede che:

  • il tirocinio non possa essere utilizzato per attività lavorative in cui non sia necessario un periodo formativo
  • i tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività e non possono essere utilizzati per sostituire il personale nei periodi di malattia, maternità o ferie, né per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione aziendale
  • i tirocinanti non possono essere utilizzati per attività che non siano coerenti con gli obiettivi formativi previsti nel progetto

 

Durata minima e massima

La durata minima è di 2 mesi.

Le durate massime, sono:

  • 6 mesi per i tirocini extracurriculari il cui Piano Formativo Individuale preveda l’acquisizione di competenze referenziate con EQF livello 2 e 3, prorogabile fino ad un massimo di ulteriori sei mesi qualora, nel corso della proroga, si preveda l’acquisizione di competenze referenziate con EQF di almeno livello 4
  • 12 mesi per i tirocini extracurriculari il cui Piano Formativo Individuale preveda l’acquisizione di competenze referenziate con EQF di almeno livello 4

 

Per approfondimenti consulta la guida ISFOL al tirocinio extracurricolare in Italia, gli indirizzi regionali in materia di tirocini, il documento di sintesi delle modifiche entrate in vigore nel 2018.

Se sei interessato a un tirocinio all’estero, consulta la sezione di approfondimento.

 

 

Foto: aloiswohlfahrt