Tirocinio: chiariamoci le idee

Tirocinio: chiariamoci le idee 5 gennaio 2018

Il tirocinio può esserti d’aiuto per l’ingresso nel mondo del lavoro? Dipende dalle tue aspettative e da come lo vivi. Qui troverai alcune informazioni che ti aiuteranno a capire cos’è un tirocinio e se fa per te.

Esistono principalmente due categorie di tirocinio:

  • tirocinio curricolare: si svolge durante un corso di studi (scuola superiore, formazione professionale, università) e serve a arricchire o a completare la formazione con un’esperienza in un contesto lavorativo attinente
  • tirocinio extracurricolare: è rivolto a inoccupati/disoccupati o giovani che abbiano completato un percorso di studi e serve ad agevolare il passaggio dalla scuola al lavoro;

Il tirocinio extracurricolare a sua volta si distingue in varie tipologie:

Il tirocinio extracurricolare non comprende: i tirocini finalizzati allo svolgimento della pratica professionale e all’accesso alle professioni ordinistiche, i tirocini transnazionali realizzati nell’ambito di specifici programmi europei, i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso, i tirocini estivi.

 

Sceglierai la tipologia di tirocinio in base alla tua situazione personale e ai tuoi bisogni.

In questo articolo ci concentreremo sul tirocinio formativo e di orientamento, quello rivolto a chi ha conseguito da poco un titolo di studi e vuole completare la propria formazione. Se invece sei interessato a un tirocinio all’estero, consulta la nostra sezione di approfondimento.

Appartiene esclusivamente alle Regioni e alle Province autonome il potere di regolamentare il tirocinio extracurricolare nel proprio territorio. Per evitare, tuttavia, che ci fossero troppe disomogeneità nelle discipline regionali Stato, Regioni e Province autonome hanno adottato linee guida comuni. La disciplina del tirocinio può quindi avere qualche differenza tra regione e regione.
In questo articolo facciamo riferimento alla disciplina della Regione Lombardia.

 

Il tirocinio formativo e di orientamento

Innanzitutto, cos’è?

Ti capiterà di sentir usare il anche il termine stage: tirocinio e stage sono la stessa cosa.

Molti pensano che il tirocinio sia un lavoro a tempo determinato poco retribuito o una specie di periodo di prova. Assolutamente sbagliato. Il tirocinio è, come spiega il suo nome, un’esperienza formativa e di orientamento che si svolge in un’azienda. Il rapporto che lega il tirocinante all’azienda non è un contratto di lavoro.
Se non vuoi rimanere deluso, pensando magari che il tirocinio porti a un’assunzione sicura, devi considerarlo per quello che è: uno strumento per completare la tua formazione, questa volta senza banco e libri.

 

Il tirocinio è un’esperienza formativa perché ti permette di:

  • imparare a usare gli strumenti e i dispositivi tipici di un lavoro
  • acquisire competenze (saper fare) relative a una determinata professione
  • imparare a organizzare e pianificare il lavoro
  • imparare a gestire le relazioni e le dinamiche aziendali (rapporti con i superiori e i colleghi)

Il tirocinio è un’esperienza orientativa perché la sperimentazione diretta di una situazione lavorativa ti permetterà di capire se quel lavoro fa per te e di definire meglio le tue scelte professionali future.

 

A chi è rivolto?

Il tirocinio formativo e di orientamento è rivolto a chi ha conseguito un titolo di studio* da non più di 12 mesi, ed è inoccupato/disoccupato/occupato con un contratto di lavoro o collaborazione a tempo ridotto.

L’età minima per accedere è di 16 anni.

*Per titolo di studio si intende:

 

Come funziona?

I soggetti coinvolti nel tirocinio sono sempre 3, ciascuno con compiti specifici:

  • tirocinante: colui che effettua il tirocinio
  • azienda ospitante: l’azienda privata o pubblica presso la quale si effettua il tirocinio
  • soggetto promotore: un ente terzo che cura il corretto svolgimento del tirocinio (per esempio servizi per l’impiego, università, scuole, centri di formazione accreditati, comunità terapeutiche, servizi di inserimento lavorativo per disabili)

Il tirocinio viene attivato sulla base di una convenzione stipulata tra ente promotore e azienda ospitante e su un progetto formativo individuale sottoscritto fra i tre soggetti.
È molto importante leggere attentamente il progetto formativo per capire quali saranno i contenuti del tirocinio e le competenze professionali da acquisire.

Il tirocinio prevede la corresponsione obbligatoria di un’indennità il cui ammontare varia da regione a regione. In Lombardia è di 400 euro lordi, riducibili a 300 se vengono forniti i buoni pasto o erogato il servizio mensa, oppure nel caso in cui l’attività di tirocinio non implichi un impegno giornaliero superiore a 4 ore.

 

Tutor e tutele

In ogni tirocinio è prevista la nomina di un tutor aziendale e di un tutor didattico-organizzativo. Il tutor aziendale è la figura che all’interno dell’azienda segue giornalmente il tirocinante. È suo compito seguirti, affiancarti, formarti, supportarti. Compiti del tutor didattico-organizzativo sono invece garantire il corretto svolgimento del tirocinio, mantenere i contatti con l’azienda e monitorare il rispetto del progetto formativo.

Ogni tirocinante viene assicurato per gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL e per la responsabilità civile verso terzi.

Per evitare abusi nell’utilizzo del tirocinio da parte delle aziende, la legge prevede che:

  • il tirocinio non possa essere utilizzato per attività lavorative in cui non sia necessario un periodo formativo
  • i tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività e non possono essere utilizzati per sostituire il personale nei periodi di malattia, maternità o ferie, né per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione aziendale
  • i tirocinanti non possono essere utilizzati per attività che non siano coerenti con gli obiettivi formativi previsti nel progetto

 

Vuoi approfondire? Consulta la guida ISFOL al tirocinio extracurricolare in Italia.

 

 

 

 

Photo by aloiswohlfahrt