Residenze artistiche nel mondo

Residenze artistiche nel mondo

Residenze artistiche nel mondo

26 Settembre 2019

Le residenze artistiche sono luoghi dove puoi dedicarti a tempo pieno al tuo lavoro e condividere il tuo percorso con altri artisti residenti (di provenienze diverse e talvolta anche di discipline diverse) e con la comunità locale.

Spesso la residenza termina con una mostra, uno spettacolo, un concerto, una lettura.

Fondazioni e centri culturali mettono a disposizione spazi, alloggi, materiali, consulenza e, a volte, un sostegno economico.

Secondo l’articolo L’Italia delle residenze d’artista (Artribune, 2013) “se gallerie, musei e fiere, tranne casi eclatanti o prevedibili tendenze, non riescono a ottenere un reale coinvolgimento di certe fasce di popolazione, al contrario le residenze, rispondendo in modo genuino a un desiderio di confronto generalizzato, si rivelano un’opportunità preziosa di cambiamento“.

Il progetto Residenze artistiche del Ministero per i beni culturali e ambientali promuove e sviluppa le residenze artistiche quali esperienze di rinnovamento dei processi creativi, della mobilità e del confronto artistico nazionale e internazionale.

L’articolo Residenze artistiche tra innovazione e continuità: una, nessuna e centomila (IlSole24Ore, 2017) riporta i dati di uno studio-monitoraggio della Fondazione Fitzcarraldo per favorire lo scambio e il networking tra residenze.

A Brescia, nel 2017, Edoardo Monti ha fondato una residenza artistica presso l’antico palazzo di famiglia dando a artisti internazionali provenienti da Brasile, USA, Danimarca, Olanda, Germania, Francia e Inghilterra l’opportunità di vivere, creare ed esporre in un palazzo del Duecento.

Dice: “Lavoro da 7 anni nell’ufficio stampa della stilista Stella McCartney, e prima di Palazzo Monti non avevo mai avuto esperienze lavorative nel mondo dell’arte […] dopo mesi di ricerca e di organizzazione del programma artistico e del piano di lancio del progetto su piattaforme digitali (specialmente Instagram) –, ho lanciato la residenza di Palazzo Monti in maniera indipendente, senza vincoli con gallerie, musei o altre istituzioni, pubbliche o private. Lavorando con un budget molto limitato, sono riuscito a dare nuova linfa a questo palazzo che mio nonno acquistò negli anni ’50 come ufficio e casa (dove di fatto nacque e crebbe mia madre)”.

Partecipano al progetto amici amanti dell’arte under 30 che lavorano in musei di New York (Guggenheim, Whitney, Jewish Museum, Cooper Hewitt) e per i social media Instagram, Artsy, Twitter e Tumblr.

Lo scrittore Tiziano Scarpa su una sua esperienza: “Ti racconto una cosa. Una dozzina d’anni fa fui invitato per qualche mese in una residenza in Germania. A un certo punto arrivò anche un famoso scrittore europeo, autore di bestseller globali […] Tra l’altro, se la cavava piuttosto bene con il pianoforte. Ebbi modo di sentirlo (in quella specie di villa di campagna c’era anche un piano) […] È stata una piccola rivelazione. Quella volta ho capito che anche i suoi romanzi erano fatti degli stessi ingredienti. Perché il problema, con i libri, è che, apparentemente, sono fatti tutti quanti dello stesso alfabeto; la differenza fra uno e l’altro non salta immediatamente agli occhi. Con la musica invece basta mezzo minuto e senti subito che quella che ti stanno gettando addosso è una secchiata di melata andata a male. Tutto sommato, non è spiacevole avere le papille in grado di gustare la differenza, e cercare di condividerla con gli altri.”

Le opportunità sono molte e molto diverse e anche le procedure di applicazione sono diverse; la candidatura va pianificata tempo prima, mesi, a volte anni.

Alcune residenze artistiche coprono i costi, altre no, altre li coprono solo in parte – potresti dover trovare finanziamenti aggiuntivi.

Alcune residenze sono aperte solo a artisti affermati (per esempio, scrittori che hanno pubblicato), altre sono aperte a tutti.

Dove e come posso cercare una residenza artistica all’estero?

 

Una forma di residenza artistica sono le writers’ housemaisons d’écrivains:

L’autrice di In giro per l’Europa nelle Writers’ Houses racconta: “Anche dal punto di vista logistico, ci sono moltissime varianti: c’è la tipologia del maniero storico, come Chateau de Lavigny in territorio svizzero […] Ci sono strutture più sobrie, quasi dei ritiri monacali dove gli scrittori possono allontanarsi per un poco dai circuiti forzati della “società delle lettere”, come un ex-villaggio di pescatori su un fiordo norvegese, a Tromsø, appena sotto Capo Nord […] una varietà infinita, tutta da sperimentare […] la caratteristica di queste Residenze è che all’ospite si offre non soltanto una camera-studio per scrivere, ma anche, quando si è stanchi della solitudine creativa, la possibilità di scambiare, nei luoghi comuni come la Biblioteca o la cucina, chiacchiere o opinioni con gli altri scrittori ospiti”.

Altre residenze note sono: Villa Aurora&Thomas Mann house a Los Angeles e Vermont Studio Center a Johnson negli Stati Uniti, Villa Marguerite-Yourcenar o villa du Mont-Noir a Saint-Jans-Cappel e Maison des Écrivains Étrangers et des Traducteurs a Saint-Nazaire in FranciaRävemåla Residency nella provincia Småland e International Artists Studio Program a Stoccolma in SveziaBerliner Künstlerprogramm des DAAD a Berlino in GermaniaRijksakademie residency a Amsterdam nei Paesi Bassi.

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Patrimonio culturale: un premio dell’Unione europea

 

Photo by Elsewhere Artist Collaborative (museo e residenza artistica in Carolina del Nord, USA)

 

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