Ospitare uno studente straniero

Ospitare uno studente straniero 4 ottobre 2018

“Taking in summer guests was my parents’ way of helping young academics revise a manuscript before publication. For six weeks each summer I’d have to vacate my bedroom and move one room down the corridor into a much smaller room that had once belonged to my grandfather. During the winter months, when we were away in the city, it became a part-time toolshed, storage room, and attic where rumor had it my grandfather, my namesake, still ground his teeth in his eternal sleep. Summer residents didn’t have to pay anything, were given the full run of the house, and could basically do anything they pleased, provided they spent an hour or so a day helping my father with his correspondence and assorted paperwork. They became part of the family, and after about fifteen years of doing this, we had gotten used to a shower of postcards and gift packages not only around Christmastime but all year long from people who were now totally devoted to our family and would go out of their way when they were in Europe to drop by B. for a day or two with their family and take a nostalgic tour of their old digs”, così si legge nel 1° capitolo del romanzo di André Aciman Call me by your name da cui il regista Luca Guadagnino ha tratto il suo film Chiamami col tuo nome del 2017 (che ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale).

Vuoi provare anche tu a ospitare uno studente straniero in casa tua?

Puoi ospitare uno studente straniero di scuola media o scuola superiore, ma puoi anche ospitare uno studente universitario, un tirocinante, un ricercatore, un professore

Per qualche giorno, per mesi o anche per 1 anno intero.

Vedi tu, se hai figli piccoli, adolescenti o più grandi, se non ne hai, se tua figlia è partita a studiare all’estero, se ti fa comodo un guadagno extra, se hai una stanza in più, se…

Rivolgiti a un’agenzia o a un’organizzazione che si occupa di scambi culturali e candidati come famiglia ospitante.

Il processo di selezione può consistere in diverse visite alla tua casa, anche senza preavviso, in interviste ai membri della famiglia, nella richiesta di referenze da parte della scuola, per esempio.

Importanti sono la motivazione di ospitare uno studente straniero, la disponibilità a adattarsi a abitudini diverse, a venirsi incontro, a dialogare.

Alcune organizzazioni forniscono un rimborso spese alle famiglie; altre richiedono l’adesione a titolo volontario.

Anche alcune università e scuole, come l’Università di Palermo, l’Università di Bergamo, l’Accademia europea di Firenze, forniscono il servizio di incontro domanda-offerta di ospitalità.

Alcune agenzie e organizzazioni sono:

Sul blog del settimanale Io Donna del Corriere della sera la signora Sonia Mazzoli di Sovere, sul lago d’Iseo, racconta di aver ospitato una studentessa indonesiana nell’articolo Ospitare uno studente straniero: un’esperienza da fare.

A ottobre 2017 le famiglie degli studenti della Scuola secondaria di primo grado di San Pellegrino Terme (BG) hanno ospitato 17 ragazzi e 14 insegnanti provenienti da Portogallo, Slovenia e Turchia.

Gli studenti Francesco Tassi, Erik Basso, Camilla Bonaiti, Martina Cavagna, Alessandro Ruggeri, Davide Zilli, Riccardo Monaci, Maria Vittoria Mannello, Aronne e Roberto Hagos raccontano com’è andata. Maria Vittoria dice: “Insomma è stata una settimana bizzarra, anche perché ho tralasciato molte altre cose divertenti. Io sono già andata in Portogallo, è stato molto bello essere ospitati” e Riccardo: “Mi è dispiaciuto quando è andato via in Portogallo”.

Photo by AFS-USA Intercultural Programs