La scuola ai tempi del Coronavirus

La scuola ai tempi del Coronavirus 6 Maggio 2020

Due giorni di vacanze di Carnevale che si trasformano in lunghe ferie inaspettate?! Poteva sembrare un sogno, ma è successo realmente.

Dal febbraio 2020 si è infatti dovuto ricorrere alla chiusura momentanea delle scuole in determinate regioni per limitare la diffusione del Coronavirus, un virus che può causare malattie da lievi a mortali, dal comune raffreddore a sindromi respiratori più gravi; date le proroghe del Ministero, gli studenti lombardi e di altre regioni resteranno a casa per un periodo ancora imprecisato.

Per gli studenti questo è stato inizialmente fonte di immensa felicità, almeno fino a quando il Ministero non ha suggerito di utilizzare fonti telematiche per svolgere attività didattica. Ha avuto inizio così, da parte dei professori, la creazione di massa di gruppi WhatsApp e simili, sui quali vengono invitati esercizi, video-lezioni, compiti da svolgere e dove sono offerti chiarimenti. Gli studenti meno (o forse più, dipende dai punti vista…) fortunati inoltre, vengono invitati ad unirsi a lezioni in videochiamata online la mattina presto, dove i professori spiegano come se fossero in classe. Le piattaforme utilizzate per le videochiamate sono le più varie, da Skype, a Facebook Messenger, Google Classroom, Big Blue Button e chi più ne ha più ne metta.

Alcuni professori invece hanno rinunciato alle spiegazioni e le hanno sostituite con dello studio da praticare autonomamente a casa, mentre altri ancora si stanno attrezzando per creare delle classi virtuali, o comunque delle piattaforme per comunicare con gli studenti.

Tutti questi procedimenti però sono stati molto rallentati dalla situazione instabile. Gli studenti e gli insegnanti si sono di colpo trovati a casa e le ordinanze dalla durata molto incerta hanno reso il tutto traballante: mentre scrivo questo articolo non sono affatto sicura che tornerò a scuola il 3 aprile …

Quest’ultimo decreto emanato l’8 marzo, il più drastico, ha infatti vietato ogni spostamento non necessario per un mese intero e a mio parere la situazione potrebbe andare avanti anche dopo il fatidico 3 aprile.

La situazione è piuttosto surreale: una settimana prima sei spensierato, festeggi il nuovo anno e tutto va nel verso giusto, e la settimana dopo non puoi più uscire di casa per via del divieto di spostarsi.

La situazione attuale degli studenti è abbastanza caotica. Lezioni online, esercizi, studio … se ciò fosse relativo ad una sola materia, sarebbe un gioco da ragazzi, ma è proprio la difficoltà di organizzazione la parte più complessa. I mezzi comunicativi sono eccellenti, la maggioranza delle piattaforme funzionano nel modo corretto… Il problema è la gestione del tempo in relazione al materiale di studio. Avendo moduli o capitoli interi da studiare, e vedendoli aumentare sempre di più senza però effettuare nessun controllo valutato delle conoscenze, si arriva inevitabilmente ad un accumulo di studio in diverse materie.

La difficoltà per noi sarà riuscire a tenerci pronti in più argomenti di diverse materie, senza contare i quotidiani esercizi affidatici dai professori delle materie pratiche.

Qualcuno potrebbe giustamente suggerire: “Ma se ti organizzi correttamente, puoi riuscire a studiare”. Questo è, ovviamente, in parte vero. Ma non totalmente. Per esperienza personale posso dire che un’organizzazione adeguata è molto difficile vista “l’irrefrenabilità” dei nostri insegnanti, che non facilita certo il compito.

Inoltre, c’è bisogno di un po’ di tempo per abituarsi a questo improvviso studio a distanza, a queste nuove piattaforme e a tutta la situazione attorno a noi …

Si è passati dall’imparare su un banco, in compagnia, allo studiare da soli a casa in attesa di una verifica futura, in una data imprecisata. Il Coronavirus ha davvero cambiato il modo di fare scuola e di apprendere. Speriamo in un futuro di poter raccontare alle nuove generazioni tutte queste difficoltà, e speriamo che tutto torni alla normalità al più presto.

Gloria, quarta istituto tecnico economico

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