Interprete

Interprete 16 febbraio 2016
Profilo professionale

L’interprete traduce in forma orale nella propria lingua madre o in altra lingua comunicazioni orali, discorsi, conferenze e interviste. Spesso si specializza in un ambito di interpretariato specifico (commerciale, giuridico ecc.).

L’attività di interpretazione può svolgersi con varie modalità.
Nell’interpretazione consecutiva l’interprete ascolta porzioni di testo di durata variabile – generalmente qualche minuto -, prende appunti e poi ricostruisce l’intervento dell’oratore.
L’interpretazione simultanea invece avviene in una cabina isolata acusticamente dove l’interprete, contemporaneamente , ascolta ed enuncia. Si tratta di una pratica più complessa rispetto alla traduzione consecutiva e che richiede un percorso formativo specifico, oltre che l’ausilio di mezzi tecnici.
Nel chuchotage l’interprete è in piedi o seduto accanto all’oratore ed effettua l’interpretazione parlandogli direttamente all’orecchio. Si può utilizzare solo per un numero ristretto di oratori molto vicini tra di loro. A volte l’interprete utilizza le cuffie.

 

Requisiti

  • conoscenza approfondita di una o più lingue straniere
  • ottima conoscenza della lingua italiana (grammatica, sintassi, lessico)
  • conoscenza del lessico specifico dell’ambito in cui si specializza (medico, giuridico ecc.)

 

Formazione

Esistono percorsi specifici per la formazione dell’interprete, a partire dalla scuola superiore, fino all’università e al post laurea (master e corsi di specializzazione).

Per quanto riguarda la scuola superiore, una formazione utile per svolgere questa professione si ha nei licei linguistici.
All’università i corsi di laurea utili si trovano nelle classi di laurea L-11 Lingue e culture moderne e L-12 Mediazione linguistica. I corsi di laurea magistrale afferiscono alle classi L-36 Lingue e letterature dell’Africa e dell’Asia, L-37 Lingue e letterature moderne europee e americane, L-38 Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale

 

Accesso alla professione

L’interprete lavora sia come dipendente che come lavoratore autonomo.

Essendo diversi gli ambiti in cui può specializzarsi, altrettanto vari saranno i potenziali datori di lavoro: si va dagli enti pubblici agli organismi internazionali, ai tribunali per le traduzioni legali, alle aziende che hanno rapporti commerciali con l’estero per chi è esperto di marketing e materie commerciali e via dicendo.
Si può costruire facilmente un indirizzario a cui inviare il proprio curriculum servendosi di PagineGialle o Infoimprese.

Frequentemente chi ha bisogno di un interprete si rivolge a agenzie di interpretariato, è quindi opportuno inviare anche a esse la propria candidatura di collaborazione. Le si può reperire facilmente utilizzando la ricerca per categorie (Traduttori e interpreti) di PagineGialle e Infoimprese.

Per lavorare presso i tribunali come interpreti giurati è necessario essere iscritti nell’Albo dei consulenti tecnici d’ufficio (CTU). Bisogna presentare domanda e relativa documentazione al tribunale di interesse ed essere iscritti nel ruolo dei periti ed esperti della Camera di Commercio di riferimento.

Per quanto riguarda le organizzazioni internazionali – che si possono raggruppare in 4 macrofamiglie: ONU, UE, IFI e altre OO.II. – gli interpreti sono generalmente reclutati attraverso concorso e vengono inseriti in un albo a cui si attinge per i posti vacanti. La frequenza dei concorsi dipende dalle necessità delle singole organizzazioni.
Per conoscere opportunità, requisiti e bandi occorre contattare i rispettivi uffici del personale.

Vuoi imparare le tecniche di ricerca attiva? Consulta la sezione cercare lavoro.

 

Associazioni di categoria

  • AIIC – Associazione internazionale interpreti di conferenza
  • AITI – Associazione italiana traduttori e interpreti
  • ANITI – Associazione nazionale traduttori e interpreti
  • AssITIG – Associazione italiana traduttori e interpreti giudiziari

 

Informazioni aggiornate a: febbraio 2016

 

 

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