House sitting

House sitting 22 settembre 2017

Un articolo apparso sul quotidiano britannico The Guardian 3 anni fa titola House-sit and see the world for free.

Che cosa è un house sitter?

Will Coldwell spiega: abiti gratuitamente (quasi) in casa altrui e te ne prendi cura durante l’assenza dei suoi abitanti abituali.

Puoi farlo da solo o con la tua famiglia, per qualche giorno, 1 settimana o per mesi.

Nine, una scrittrice irlandese che oggi vive e lavora freelance a Kuala Lumpur, in Malesia, ha fatto la house sitter per più di 3 anni durante i quali si è presa cura di gatti, pesci, cani e conigli. “Ho anche innaffiato piante e controllato la posta informando i proprietari nel caso di bisogno,” dice. “Gli animali generalmente mi richiedevano un impegno modesto, solo una volta ho tribolato con un gatto a Barcellona che mi attaccava ogni volta che facevo un passo.”

Un articolo apparso sul quotidiano Repubblica titola addirittura In giro per il mondo soggiornando gratis. Facendo da pet sitter a chi viaggia, ma se non ti piacciono gli animali o sei allergico al pelo di gatto, non preoccuparti: non tutti cercano un pet sitter oltre che un house sitter.

I proprietari solitamente possono chiederti di: passare il più tempo possibile in casa (nel senso di non stare via l’intero fine settimana o tutte le sere fino a notte fonda), controllare regolarmente la cassetta della posta, innaffiare le piante, rispondere al telefono e gestire la segreteria telefonica, inoltrando i messaggi, essere raggiungibile per dare aggiornamenti e confermare che sta andando tutto bene.

Rachael aggiunge: “Raccomando di farsi dare indicazioni precise su cosa bisogna fare e cosa no. Chiedere anche, per esempio, se ci sono stanze in cui non si deve entrare o oggetti che non si devono toccare, o come funziona la lavatrice, se bisogna lasciare le tapparelle abbassate o le finestre chiuse quando si esce, se c’è chi ha fatto house sitting prima di noi e ha lasciato una lettera di referenze sui proprietari di casa. E, ovviamente, prendere nota del numero di cellulare e dell’indirizzo di posta elettronica, e di un recapito per comunicazioni urgenti”.

Anche Nine consiglia di scambiarsi il maggior numero di informazioni prima. “È sempre meglio conoscere bene il proprietario, per esempio, parlando su Skype,” dice. “Farsi un’idea delle abitudini, e anche tranquillizzare chi non ha mai avuto un house-sitter. È anche utile farsi dare informazioni pratiche, per esempio, quanto dista la casa dal supermercato, come sono i collegamenti con i mezzi pubblici. A volte i proprietari mi lasciano in prestito l’automobile. Mi piace molto adattarmi a situazioni diverse, e le mie esigenze sono solo il collegamento internet e poter invitare amici a mangiare o passare la notte.”

Come si diventa house sitter?

Passaparola

Pratica nata in Gran Bretagna nel 1980, oggi molto diffusa anche negli Stati Uniti e in Australia, in Italia è il house sitting è una pratica ancora poco conosciuta.

Inizia dunque a parlarne con amici e conoscenti. A loro potrebbero sentire di qualcuno che deve assentarsi da casa e non vuole lasciarla vuota e disabitata.

Online

Iscriviti a un sito di house sitting. Ce ne sono diversi. Fai un giro su ciascuno e fermati sui 2 o 3 che ti fanno l’impressione migliore (iscriverti a tutti rischia di farti disperdere attenzione e energie).

Entra e crea il tuo profilo.

Inserisci con cura tutte le informazioni richieste e la fotografia e aggiungi informazioni personali, quali sono i tuoi interessi e le tue abitudini, se hai degli hobby o pratichi sport, se ti piacciono gli animali e se ne hai anche tu, se hai convissuto con altre persone, ecc. Se hai già fatto esperienze chiedi di scriverti una lettera di referenze.

Possono essere utili anche referenze da parte di ex padroni di casa o datori di lavoro. Se tieni un blog scrivilo. È un modo per farti conoscere e rassicurare chi cerca un house sitter che sei affidabile e responsabile.

Dopo aver completato il profilo, indica dove e quando vorresti alloggiare, e scegli l’opzione di ricevere aggiornamenti giornalieri o settimanali tramite posta elettronica.

Come sulla maggior parte dei siti di incontro domanda/offerta (per esempio, i siti dedicati all’au pair) puoi essere contattato o puoi contattare tu chi cerca un house sitter.

Per poter ricevere i recapiti e contattare direttamente le persone bisogna pagare una tassa d’iscrizione annuale (da 20 a 50 dollari circa).

Se trovi una sistemazione che ti piace molto e non sei disponibile per il periodo richiesto, puoi provare lo stesso a contattare la persona e intrecciare rapporti che potrebbero essere utili in futuro.

I siti di house sitting più frequentati sono: housecarersmindmyhouse, housesitmatch, trustedhousesitters, nomador, housesitworldAussie house sitters e Happyhousesitters (per l’Australia), house sitters America, homesit (per la Nuova Zelanda) e sabbatical homes per accademici.

Su Bresciagiovani trovi altre possibilità di alloggiare spendendo poco: homestay, couchsurfing, scambio di casa.

Photo by Mark Bonica