Giocare a bridge (anche) per migliorare il voto in matematica

Giocare a bridge (anche) per migliorare il voto in matematica 21 Novembre 2019

Se hai sentito nominare il bridge, probabilmente lo associ ad anziane signore che si ritrovano di pomeriggio a giocare. Niente di più sbagliato! Il bridge è un gioco di carte un po’ ostico all’inizio, certamente impegnativo, ma diventa una vera passione in poco tempo. È anche riconosciuto dal CONI dal 1993.

Giocare a bridge esercita la mente, migliora la concentrazione, le capacità di analisi e lo sviluppo di strategie tattiche e di calcolo. Inoltre favorisce l’aggregazione e la socializzazione. E se, oltre che farti divertire, potesse diventare anche uno strumento con cui migliorare i tuoi voti in matematica?

Il bridge è già entrato in molte scuole, dalle elementari agli atenei. Un articolo sul sito Bridge d’Italia (magazine on line della FIGB) spiega molto bene con quali benefici:

“Si ottengono successi che non erano nemmeno stati contemplati inizialmente. Docenti della scuola dell’obbligo, appassionati bridgisti, che hanno importato il nostro sport della mente negli istituti in cui insegnano, hanno dichiarato che, grazie al Bridge, nei ragazzi si riscontrano miglioramenti ad ampissimo spettro, dal rendimento scolastico al comportamento, all’educazione, alla capacità di stare insieme. Alcuni studenti molto irrequieti si sono letteralmente trasformati e alunni con bisogni educativi speciali hanno fatto enormi passi avanti, migliorando la propria capacità di calcolo, di attenzione, di concentrazione e di memoria. Fattori che hanno contribuito a facilitare l’integrazione con i compagni e a migliorare la loro esperienza scolastica a 360 gradi. I professori parlano con convinzione di “Bridge-terapia”.

Alcune scuole superiori hanno introdotto corsi di bridge, a volte su iniziativa di insegnanti appassionati giocatori. Così per esempio nel Liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano, dove l’insegnante promotrice ha anche parzialmente sostituito i compiti di matematica per le vacanze con laboratori di bridge.

Alcune scuole lo hanno inserito in progetti di alternanza scuola-lavoro (un esempio) e assicurano che permette di acquisire competenze certamente utili anche nel mondo del lavoro.

In ultimo, c’è da anni il progetto Bridge a scuola (BAS) della FIGB – Federazione Italiana Gioco Bridge che oggi coinvolge più di 600 scuole e oltre 10 mila studenti.
Nella versione 2019/2020 prevede per le scuole sia corsi curricolari per tutta la classe, sia extracurricolari per almeno 8 studenti, con cadenza delle lezioni settimanale, bisettimanale o altra cadenza, in funzione delle disponibilità logistiche e programmatiche dell’istituto.

Nella tua scuola il bridge non è arrivato? Se questo articolo ti ha incuriosito e desideri avvicinarti al bridge in autonomia, sappi che la Federazione organizza nelle associazioni affiliate che hanno sede nelle varie città mini-corsi, con la prima lezione gratis.

Hai imparato le regole e vuoi allenarti? Su Bridge d’italia trovi una sezione dedicata a quiz e lezioni.

 

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