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A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia

mercoledì 15 novembre | 9:00 - 18:00

|Evento ricorrente (vedi tutto)
da martedì a domenica, 9.00-18.00, giovedì estensione fino alla 22.00
€ 7

“A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia” mette in luce l’importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, ed in particolare all’interno del movimento della Beat Generation.

“Ferlinghetti – afferma il Direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato – oltre ad essere autore di una delle raccolte di poesia più vendute al mondo “A Coney Island of the Mind” (1958), ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell’opera degli scrittori della Beat Generation, tramite la libreria e casa editrice City Lights Bookstore, da lui fondata nel 1953 assieme a Peter D. Martin. Ripercorrere la carriera di Ferlinghetti, come fa questa mostra bresciana, dà modo di rendere omaggio all’intero
movimento letterario, aprendo lo sguardo non solo sull’opera dei singoli autori ma più in generale sul fenomeno Beat, che da New York a San Francisco, dalla costa est alla costa ovest, ha animato il panorama culturale underground americano degli anni Cinquanta e Sessanta”.

Il percorso espositivo vuole inoltre raccontare come questa corrente letteraria abbia avuto un particolare seguito in Italia grazie alla traduttrice e critica letteraria Fernanda Pivano, che per prima ha tradotto e fatto pubblicare l’opera di autori come Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso, Charles Bukowski e lo stesso Ferlinghetti di cui è stata sostenitrice e amica”.  La visita in Italia di alcuni di questi autori – ad esempio Kerouac partecipa a diverse conferenze e rilascia un’intervista alla RAI nel 1966 e Ginsberg prende parte al Festival dei due Mondi di Spoleto nel 1967 – contribuisce inoltre al fatto che il movimento Beat diventi nel paese un fenomeno culturale, musicale e di costume. La mostra diventa quindi l’occasione per ripercorrere la storia di quegli anni e ricrearne l’atmosfera attraverso materiali a stampa, fotografie e registrazioni video. Molti dei libri e documenti in mostra, oltre a una serie di fotografie scattate ai Beat da Ettore Sottsass, provengono proprio dallo sterminato archivio di Fernanda Pivano, oggi curato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dalla Fondazione Corriere della Sera.
Oltre ai bellissimi scatti di Sottsass, alcuni dei quali inediti, sono presentate in mostra fotografie di Robert Capa, Aldo Durazzi, Larry Keenan, Allen Ginsberg, Christopher Felver e Fred Lyon. In mostra viene documentata anche la carriera artistica di Ferlinghetti che inizia a disegnare e dipingere nell’immediato dopo guerra mentre si trova a Parigi, per conseguire un dottorato alla Sorbona. Qui frequenta nel tempo libero gli atelieres livres per esercitasi nel disegno dal vero, così scoprendo la propria vocazione per le arti figurative. In Santa Giulia viene esposto il prezioso olio su tela Deux del 1950, prima opera dipinta da Ferlinghetti, oltre a un’ampia selezione di disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Duemila, mai esposti in Italia prima d’ora. Tele di grandi dimensioni, provenienti direttamente dalla collezione dell’artista, vanno ad arricchire le sezioni della mostra, testimoniando come Ferlinghetti sia stato sempre ispirato dalle proprie esperienze di vita, dagli avventurosi viaggi in giro per il globo alla costante ricerca delle proprie origini.
Le ultime sale della mostra in Santa Giulia vengono riservate al rapporto di Ferlinghetti con l’Italia. Il poeta scopre di avere origini italiane solo a vent’anni quando richiede il proprio certificato di nascita per arruolarsi volontario nella Marina degli Stati Uniti, scelta che determinerà poi la sua partecipazione allo Sbarco in Normandia. In quell’occasione Ferlinghetti realizza che il padre Carlo Leopoldo, morto prima della sua nascita, aveva anglicizzato il proprio cognome in Ferling. Solo nel 1955 il poeta deciderà di prendere ufficialmente il proprio cognome italiano e di firmare con quello tutta la sua opera letteraria e artistica. Da questo momento in poi Ferlinghetti intraprenderà una lunga e tortuosa ricerca per risalire alla città di nascita del padre, Brescia, riuscendo ad individuare nel 2005 la casa da dove era partito per emigrare giovanissimo negli Stati Uniti.

Biografia:
Poeta dalle mille anime, romanziere surreale, editore coraggioso, pittore e performer, attivista per i diritti civili, anima del Rinascimento Poetico di San Francisco e indiscusso protagonista di una straordinaria attività creativa attenta alle tematiche politiche, sociali ed ecologiche, Lawrence Ferlinghetti nasce a Yonkers, New York, da Carlo Leopoldo Ferlinghetti, un emigrante di origini bresciane, e Clemence Mendes-Monsanto, di origini franco-portoghesi. Dopo la laurea in giornalismo conseguita all’Università di Chapel Hill, North Carolina, nel 1941 si arruola nella Marina degli Stati Uniti, prendendo parte alle operazioni di sbarco in Normandia. La visita a Nagasaki, a sole sei settimane dallo sgancio della bomba atomica, lo colpisce profondamente, trasformandolo in un “pacifista radicale”. Dopo il congedo dalla Marina, decide di proseguire gli studi e nel 1947 consegue un Master of Art alla Columbia University con una tesi incentrata sulle relazioni tra i testi critici di John Ruskin e le tele di J. M. Wiliam Turner. Dopo la laurea si stabilisce a Parigi, città di fondamentale importanza nel suo percorso artistico e letterario, e nel 1951 consegue un dottorato alla Sorbona. Negli anni della permanenza parigina frequenta assiduamente l’Académie Julian, uno dei più famosi atelier livre della città, e comincia a scrivere il suo primo romanzo, Her.
Nel 1951 ritorna negli Stati Uniti stabilendosi definitivamente a San Francisco, dove lavora come insegnante e giornalista, e continua a dipingere, affittando uno studio precedentemente occupato da Hassel Smith. Nel 1953 incontra Peter D. Martin e con lui apre la City Lights Bookstore, prima libreria di soli tascabili, destinata a diventare punto di riferimento per artisti e intellettuali dissidenti. Alla partenza di Martin per New York, due anni più tardi, Ferlinghetti decide di affiancare alla libreria una casa editrice, con cui inaugura l’ormai celebre collana di poesia tascabile “Pocket Poets Series”. Il primo numero della collana è il suo Pictures of the Gone World. Sono anni particolarmente fertili per la Bay Area, protagonista di un’intensa e gioiosa stagione creativa e teatro dell’esplosione della beat generation. Di questi anni sono il famoso Reading dei Six e la pubblicazione del manifesto poetico della beat generation, Howl and Other Poems di Allen Ginsberg, quarto numero della fortunata serie creata da Ferlinghetti. Dopo la pubblicazione di Urlo, Ferlinghetti viene arrestato con l’accusa di vendita e
diffusione di materiale osceno. Il processo si conclude con una storica vittoria: il giudice riconosce a Urlo un “minimo di importanza sociale” che ne riscatta ogni presunta oscenità; è una pietra miliare nella lotta per la libertà di stampa, che fornisce un precedente legale per la pubblicazione di tutta una serie di titoli ancora sotto censura nell’America maccartista. Nel 1958 la New Directions pubblica uno dei testi più famosi di Ferlinghetti, A Coney Island of the Mind, ad oggi uno dei libri di poesia più
venduti al mondo con oltre un milione di copie in stampa.
Negli ultimi sessantanni Ferlinghetti ha partecipato ai più importanti eventi poetici internazionali e si è rivelato uno scrittore incredibilmente versatile, capace di spaziare dalla poesia, alla prosa e al teatro sperimentale, nonché un artista figurativo celebrato e riconosciuto tanto negli Stati Uniti quanto in Europa. Viaggiatore instancabile, editore attento a dare voce al dissenso, attivista civile, vero guerriero poetico a difesa degli ultimi e del pianeta, ha sempre articolato fieramente “la voce del popolo” contro i soprusi dei potenti. Nel 1998 è stato nominato Primo Poeta Laureato della Città di San Francisco e recentemente, Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.

Il percorso espositivo in Santa Giulia è suddiviso in 4 macro-sezioni: “Guerra, pace, arte”, “Beat”, “L’impegno”, “Le origini”.
Si sviluppa tematicamente, rispettando la cronologia degli eventi descritti, partendo dalle vicende biografiche e artistiche di Ferlinghetti, su un doppio binario geografico tra Stati Uniti ed Europa.

La mostra verrà inaugurata il 7 Ottobre 2017 e terminerà il 14 Gennaio 2017.
Museo Santa Giulia
Orari: da martedì a domenica, 9.00-18.00, giovedì estensione fino alla 22.00 (chiusura biglietteria un’ora prima)
(Chiuso tutti i lunedì non festivi e il 25 dicembre. Il 1° gennaio il Museo aprirà alle ore 12:00).

BIGLIETTI:
intero € 7,00
ridotto gruppi/convenzioni € 5,50
ridotto over65, 14-18, studenti universitari e accademie € 4,00
ridotto 6-13 € 3,00
gruppi scuola con attività didattica € 6,00
gruppi scuola infanzia con attività didattica € 1,50
ridotto scuola € 3,00

Dettagli

Data:
mercoledì 15 novembre
Ora:
9:00 - 18:00
Prezzo:
€ 7
Categoria Evento:
Sito web:
http://www.turismobrescia.it/it/notizie/il-poeta-della-beat-generation-si-svela-nella-sua-brescia-lawrence-ferlinghetti-santa-giulia

Organizzatore

Fondazione Brescia Musei
Telefono:
+39 030 2400640
Sito web:
http://www.bresciamusei.com/

Luogo

Museo di Santa Giulia
via Musei 81/b
Brescia, 25121 Italia
+ Google Maps
Telefono:
+39 030 2977833-834
Sito web:
http://www.bresciamusei.com/santagiulia.asp