China calling

China calling 30 Marzo 2019

Studiare, lavorare, fare un tirocinio, fare volontariato in Cina: questi (e molto di più) gli argomenti della nuova puntata della serie di Bresciagiovani Destinazioni.

Perché la Cina?

Pierre Ryckmans, traduttore in francese dei Detti di Confucio, dice in un’intervista: “My overwhelming impression was that it would be inconceivable to live in this world, in our age, without a good knowledge of Chinese language and a direct access to Chinese culture“.

Può essere simpatico sapere che Ryckmnas – che voleva diventare pittore ed era iscritto a Giurisprudenza – “knew nothing of China until he stumbled into an opportunity to participate in a Belgian student junket to China in May 1955 for one month, for which he prepared by reading books on Tang dynasty poetry and Song dynasty painting. Captivated, he threw himself into the study of Chinese art and literature in earnest”.

Un anno di scuola superiore in Cina

In Italia l’insegnamento della lingua cinese si sta diffondendo nella scuola secondaria di II° grado: nell’anno scolastico 2015/16 più di 200 scuole hanno offerto lezioni di cinese in modalità curriculare o opzionale.

Le regioni in cui lo studio del cinese è più diffuso sono: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto.

A Brescia e in provincia sono una quindicina gli istituti che offrono lezioni di cinese, per esempio, l’Istituto di Istruzione Superiore Lunardi e il Liceo lingusitico Don Milani a Montichiari, il Liceo linguistico Luzzago, il Liceo linguistico Veronica Gambara, il Istituto superiore tecnico-economico Piamarta, l’Istituto tecnico commerciale statale Abba Ballini.

Secondo la ricerca di Intercultura e Ipsos La nuova via della Cina: i giovani, la scuola e la Cina (2017) il 41% degli studenti ha scelto il cinese come materia d’esame di maturità.

La ministra dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli ha detto: “Il numero degli istituti che offrono l’insegnamento del cinese è destinato ad aumentare. Perché la curiosità verso l’altro, il desiderio di incontro, l’apertura verso mondi e culture differenti sono le caratteristiche intrinseche di cittadine e cittadini globali, esattamente ciò di cui il nostro Paese, e non solo, ha bisogno”.

Se studi cinese a scuola potrebbe piacerti fare l’anno di studio all’estero in Cina oppure seguire un corso di lingua estivo intensivo in Cina. Puoi essere ospitato da una famiglia o alloggiare in uno studentato con altri studenti.

Prova a chiedere alle agenzie e associazioni che organizzano il tutto (viaggio, visto, alloggio, scuola, ecc.). Per esempio: Intercultura, Afsai, Becasse, Wep, Mb, Mondo insieme, Ef, Master studio,

Potrebbe essere interessante farti un’idea del sistema formativo in Cina – anche nel caso tu sia già all’università. In questo caso puoi approfondire leggendo anche Cina. Il sistema universitario e d’istruzione superiore (Cimea e Fondazione Crui, 2009).

Se hai dubbi puoi leggere i racconti e guardare i video di chi lo ha fatto davvero (Corriere della sera, 2017).

Università in Cina

Stai pensando di frequentare un’università cinese per un anno o un semestre o vuoi seguire l’intero corso di studi in Cina?

C’è anche una terza possibilità.

Alcune università italiane hanno attivato progetti di scambio con università cinesi o la doppia laurea (laurea magistrale + titolo straniero) come, per esempio, il Politecnico di Milano con l’Università Tongji di Shanghai o l’Università degli studi di Torino con la Beijing foreign studies university e la Zhejiang university.

La doppia laurea, o double degree, garantisce il riconoscimento del titolo in Italia e in Cina e aumenta le cosiddette competenze internazionali, la comprensione della mentalità e della cultura del Paese e le conoscenze linguistiche.

Per conoscere le università cinesi, la loro offerta formativa, opportunità di mobilità o di borse di studio puoi andare alla HSK Exhibition of study abroad and career program, una fiera delle università cinesi che si tiene a Milano ogni anno.

Se è appena passata, puoi visitare il sito di China scholarship council (CSC) o il sito Campus China per conoscere le università cinesi e la loro offerta formativa.

Borse di studio

Il Governo cinese, l’Istituto Confucio, gli enti locali, le università, il Ministero italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale e alcune imprese offrono borse di studio.

Puoi chiedere informazioni all’Ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia o alle stesse università.

Camilla Fatticcioni racconta la sua esperienza di borsista (ben due volte) nell’articolo Linee guida per la borsa di studio del Governo Cinese.

Per informazioni sul riconoscimento dei titoli di studio, invece, puoi leggere l’Accordo tra Italia e Cina sul reciproco riconoscimento dei titoli di studio universitari (2017).

Studiare cinese

Secondo l’articolo Quattro buoni motivi per studiare cinese (IlSole24Ore, 2016): “Per chi vuole lavorare in Cina è indispensabile sviluppare un intelligenza culturale: questo significa non solo saper salutare dicendo nihao ma sapere anche che un biglietto da visita va accettato con due mani, che esiste la cultura delle guānxì – relazioni – e l’importanza della miànzi – faccia intesa come reputazione. Studiando la storia e la cultura si interpretano le sfumature di comportamento, uno studio che va oltre i libri e richiede tempo e pazienza per approfondire.”

Per studiare cinese in Italia puoi chiedere all’Istituto Confucio.

È l’istituzione per la diffusione all’estero della lingua e cultura cinese del Ministero dell’istruzione della Repubblica Popolare Cinese.

Le sedi italiane dell’Istituto Confucio organizzano corsi di lingua cinese, attività didattiche, scientifiche e culturali. Rilasciano certificazioni linguistiche, tra cui il HSK (Hanyu Shuiping Kaoshi). I 6 livelli dell’esame corrispondono ai 6 livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue.

A Brescia l’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza dal 2017 un corso di Lingua cinese: Principianti 1 aperto a tutti.

Internet offre un grande aiuto per imparare a scrivere, leggere, parlare in cinese (e ascoltare): leggi il paragrafo Cercare la Cina in rete in fondo all’articolo.

Lavorare in Cina

Se sei laureato e conosci il cinese puoi andare all’Italy China career day che si tiene una volta all’anno a Milano.

È un momento di incontro tra aziende italiane e cinesi (aziende cinesi in Italia, aziende italiane in Cina) che cercano personale e persone che desiderano lavorare in o con la Cina.

Durante l‘edizione dell’8 marzo 2019 erano presenti aziende dei settori: metalmeccanico e meccanica industriale, ricerca e produzione scientifica, lusso, retail, real estate, tessile, ristorazione, design industriale e cosmesi i settori coinvolti.

L’evento è organizzato da Fondazione Italia Cina e Associna (associazione delle nuove generazioni italo-cinesi nate o cresciute in Italia) con Assolombarda e Camera di commercio italo cinese.

Sul sito dell’Ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia alla voce Conoscere la Cina puoi leggere alcuni articoli di attualità economica e scaricare la newsletter (per esempio, il nr. 14 del 2018 e il nr. 2 del 2019).

Se ti piacerebbe insegnare italiano puoi chiedere agli Istituti italiani di cultura di PechinoShanghaiHong Kong, oppure alla Scuola italiana paritaria d’Ambasciata di Pechino (forse, presto, anche a Hong Kong) oppure alle scuole private come, per esempio, la scuola Basilico a Nanjin, la scuola Senmiao a Shanghai.

Cercare la Cina in rete

Sai già il cinese e hai voglia di leggere o sei dell’idea del sinologo Kai Marchal che chi vuole capire la Cina deve leggere? In rete trovi libri digitali gratuiti sul sito dell’università di Adelaide nella sezione Chinese literature e sul sito del Projekt Gutenberg trovi testi di narrativa e saggi in cinese, testi cinesi tradotti in inglese e testi in inglese sulla Cina, come per esempio, China and the Chinese (1902) del sinologo britannico Herbert Allen Giles (è il Giles del sistema Wade-Giles di notazione fonetica e traslitterazione in scrittura latina dei caratteri cinesi – oggi il sistema di romanizzazione ufficiale è il Pinyin).

Sul sito Liber liber trovi i testi tradotti in italiano di Confucio, Lao-tse, Zhuang zi, 2 testi scritti nel primo Novecento dal sinologo Carlo PuiniIl Milione di Marco Polo che racconta dei viaggi di Niccolò, Marco e Matteo Polo in Oriente e in Cina all’inizio del XIII secolo.

Per la letteratura più recente, o contemporanea, puoi chiedere in libreria traduzioni in italiano oppure ordinare in rete le versioni originali.

Sul quotidiano britannico The Guardian la serie di China stories presenta the most exciting writers working in China today.

Se ti piace la fantascienza forse sai che Mark Zuckerberg, inventore di facebook, nel suo gruppo A Year of Books ha suggerito la lettura di Il problema dei tre corpi di Cixin Liu. È piaciuto molto anche all’ex-presidente degli USA Barack Obama, e forse ne faranno una serie tv.

Guardare film e serie tv in lingua originale è un modo di praticare una lingua, ma anche di imparare gli aspetti pragmatici del linguaggio, cioè quegli aspetti del linguaggio che includono “tutto ciò che riguarda il modo in cui la lingua e il contesto in cui è utilizzata sono legati. Già, perché con le parole possiamo non solo trasferire informazioni, ma anche produrre effetti sulla realtà“.

Dunque, a proposito di serie tv, forse arriverà anche in Europa la serie tv globalmente più googolata: Story of Yanxi Palace di Yu Zheng. Mentre trovi già su Netflix un’altra serie sugli intrighi di palazzo Empresses in the palace di Zheng Xiaolong.

Gratuite su youtube, con sottotitoli in inglese, trovi le prime 2 stagioni della serie iPartment su un gruppo di giovani che condividono un appartamento.

Se ti piacciono i fumetti nella trilogia Una vita cinese (Il tempo del padre, Il tempo del denato, Il tempo del partito) Li Kunwu e Philippe Ôtié raccontano la storia di una persona “per descrivere la storia di un popolo” da la Grande rivoluzione culturale e il Grande balzo in avanti (1958-1961) ai giorni nostri.

Anche imparare a scrivere i caratteri cinesi richiede molta pratica. Wendan Li, nel suo Writing & calligraphy scrive: “Tracing and copying from models is always the first step, first faithfully stroke by stroke, and then character by character until the spirit of the art penetrates the student’s mind […] Imitation is also a process leading to discovery […] Tracing and copying also help to develop the coordination of mind and body […] Tracing and copying are techniques that break down the components and focus on training in one area at a time.”

Dunque, ricalcare e copiare sono pratiche in uso non solo per imparare a scrivere caratteri belli (con il pennello tradizionale), ma anche per imparare a scrivere rispettando dimensioni e proporzioni. Per farlo si usano fogli a griglie. In rete trovi i cosiddetti generatori di griglie (a apagamento), alcuni generano anche griglie gratuitamente, come an2.

Un altro modo di esercitarti a leggere, ma anche a scrivere, in cinese potrebbe essere iscriverti ai social network cinesi, di cui i più diffusi sono Renren e Sina Weibo.

Infine, anche una app gratuita: in Pleco puoi cercare il significato di un carattere, ascoltarne la pronuncia, vedere l’ordine di scrittura dei tratti che lo compongono, puoi individuarne i componenti, trovare altri caratteri che lo contengono, leggere frasi di esempio e modi d’uso. Puoi creare flashcard per memorizzare e scrivere con il dito sullo schermo. La app è bilingue inglese/cinese, con i caratteri cinesi tradizionali, i caratteri semplificati e la trascrizione in Pinyin con i 4 toni.

 

 

Photo by Philip McMaster